Africa | Banchi troppo vuoti

di Enrico Casale
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Andare a scuola non è scontato. Soprattutto se vivi in un Paese del Sud del mondo. Secondo l’Unicef, ancora oggi quasi una ragazza adolescente su tre nelle famiglie più povere al mondo non è mai andata a scuola. Il 44% delle ragazze e il 34% dei ragazzi appartenenti al 20% delle famiglie più povere non ha mai frequentato o ha abbandonato la scuola primaria. «La povertà educativa condiziona l’intera vita di bambini e ragazzi – spiegano i responsabili dell’agenzia Onu per l’infanzia –, investire nella qualità dell’istruzione significa affrontare le cause della povertà alla radice con enormi benefici per tutto il sistema Paese».

Nei Paesi presi in analisi, i fondi per l’istruzione dei bambini del 20% delle famiglie più ricche sono circa il doppio rispetto a quanto destinato ai bambini del 20% delle famiglie più povere. Barbados, Danimarca, Irlanda, Norvegia e Svezia sono gli unici Paesi della ricerca che distribuiscono equamente i fondi per l’istruzione tra il quintile più ricco e più povero.

Più in generale, nei 19 Paesi ad alto reddito – spiega l’Unicef – il 18,6% delle risorse per l’istruzione è destinato al 20% dei bambini delle famiglie più povere, mentre il 21,7% è destinato ai bambini delle famiglie più ricche; negli 8 Paesi a basso reddito solo il 10,3% delle risorse dedicate all’istruzione viene destinato al 20% dei bambini più poveri,
mentre più del 37,9% a quelli delle famiglie più ricche.

L’Africa soffre in modo particolare. Le più alte disparità nella spesa per l’istruzione sono state riscontrate proprio in dieci nazioni africane: Guinea, Centrafrica, Senegal, Camerun, Benin, Niger, Ruanda, Ghana, Togo e Tunisia. In questi Paesi i fondi destinati ai bambini più ricchi sono quattro volte superiori rispetto a quelli per i bambini più poveri. In Guinea e Centrafrica – i Paesi con il più alto tasso di bambini che non vanno a scuola – i bambini più ricchi beneficiano dalle 9 alle 6 volte di più dei fondi per l’istruzione rispetto ai bambini più poveri.

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