Addio a Cheikh Ngaido Ba, regista e memoria storica del Senegal

di Stefania Ragusa
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È morto ieri all’Ospedale Principale di Dakar, dove era ricoverato da più di un mese, il regista senegalese Cheikh Ngaido Ba, uno dei primi dirigenti della televisione pubblica nazionale e il primo a realizzare (sulla rete televisiva Orts poi ribattezzata Rts1) un telegiornale. Ngaido Ba è stato dal 2007 presidente di Cineseas, l’associazione che riunisce i cineasti senegalesi, e segretario regionale della Federazione Panafricana dei Cineasti (Fepaci) per la zona Uemoa. Era molto conosciuto negli ambienti culturali ed era considerato prossimo all’attuale presidente senegalese Macky Sall. Era presente a tutti i festival e a tutti gli appuntamenti legati alla cinematografia e in prima linea ogni volta che al Senegal veniva assegnato un riconoscimento.
Mamadou Oumar Ndiaye, direttore del quotidiano Le Temoin, intervistato dal sito Dakaractu, ne parla in questi termini: “Era un uomo multidimensionale. Aveva raccolto nel tempo una documentazione straordinaria su tutto ciò che ha segnato la storia di questo paese. La più grande eredità che lascerà ai suoi figli è la sua biblioteca, che contiene tutti i documenti dei più grandi eventi della storia del Senegal dal 1960. Conservava tutto e ricordava tutto”.
Il presidente dell’Associazione degli scrittori senegalesi, Alioune Badara Bèye, lo ricorda come una persona che ha saputo segnare da un punto di vista culturale tutta la sua epoca. “Non era solo un grande sceneggiatore, ma anche un grande amico. Abbiamo condiviso moltissime cose già dagli anni ’80 quando lui ha lavorato soprattutto come regista. Abbiamo anche passato molto tempo insieme durante il Fesman il Festival mondial des arts nègres fondato da Senghor. Lui era il portavoce e io il coordinatore generale. Ngaïdo ha conosciuto praticamente tutti i presidenti e si è sempre distinto nel campo della cultura. Conosceva il cinema, la letteratura, le arti visuali…”.

Nato il 10 giugno 1949, come regista si era formato sul campo, facendo da assistente a cineasti come Mahama Traoré o Ababacar Samb. Nel 1974 era entrato come regista nella televisione senegalese e contemporaneamente aveva diretto due cortometraggi: “Tablo Ferray” e “Arret Car”. Il primo riguarda gli “sfrattati”, gli abitanti dei quartieri più miserabili della capitale senegalese, costantemente spinti fuori dalla città che cresce. Il secondo descriveva la popolazione umana raccolta attorno la stazione degli autobus a Dakar, ed è rimasto incompiuto per mancanza di fondi. Cheikh Ngaido Ba ha sempre avuto a cuore i temi sociali e una visione impegnata del cinema. Ha curato la regia e la produzione di diversi film, tra cui “Reewo Daande Mayo/ De l’autre cote du fleuve”” (1979) e “Xew Xew/La fête commence” (1982). Ha creato una casa di produzione, Les films Fawurë che si è impegnata nella lavori molto interessanti e ha contribuito anche alla realizzazione della “Petite vendeuse de Soleil” di Djibril Diop Mambéty.
Cheikh Ngaïdo Bâ è stato anche molto attivo nell’arena politica, rivelando una grande capacità di adattarsi e di non perdere di vista i suoi obiettivi artistici e culturali. Inizialmente si oppose a Léopold Sédar Senghor. Durante la presidenza di Abdou Diouf, era entrato a far parte del Partito socialista. Poi scelse di appoggiare Abdoulaye Wade. In questa fase si era avvicinato molto a Macky Sall diventando membro del Consiglio economico, sociale e ambientale (Cese). A proposito di questo, l’ex primo ministro Idrissa Seck, attuale presidente del Cese, ha ricordato come il progetto a cui stava lavorando il regista all’interno del Consiglio riguardasse il tema delle migrazioni e la possibilità di usare il cinema e la televisione per sensibilizzare di più e meglio intorno a questa delicata questione

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