In Etiopia, il 36% dei bambini ha livelli di piombo nel sangue superiori alla soglia di riferimento di cinque microgrammi per decilitro indicata dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). L’allarme è stato lanciato nei gioeni scorsi dall’organizzazione sanitaria Vital Strategies durante la Settimana internazionale per la prevenzione dell’avvelenamento da piombo.
Un rapporto di luglio, basato sulle stime del Global Burden of Disease 2023, evidenzia i rischi dell’esposizione al piombo in tenera età. Il metallo causerebbe una perdita media stimata di 5,8 punti di quoziente intellettivo per ogni bambino colpito. Inoltre, provocherebbe oltre 13.000 decessi cardiovascolari all’anno nel Paese.
Per rafforzare la prevenzione, il ministero della Salute etiope e l’Istituto etiope di sanità pubblica stanno avviando un programma nazionale di sorveglianza. L’iniziativa ha il sostegno di Vital Strategies e prevede test su 10.500 persone in 527 aree censuarie. Il progetto ha un valore di 90 milioni di birr (500.000 euro). L’obiettivo è individuare le fonti di contaminazione, come spezie, giocattoli, cosmetici, pentole, vernici e terreni inquinati.
Lo scorso giugno, l’Etiopia ha anche adottato la prima tabella di marcia nazionale per ridurre del 60% entro il 2030 i livelli di piombo nel sangue dei bambini.



