Un tribunale sudanese ha condannato a morte il leader dei paramilitari Hemetti in contumacia

di claudia

Un tribunale sudanese ha condannato a morte in contumacia il comandante delle Forze paramilitari di supporto rapido (Rsf), Mohamed Hamdan Dagalo (detto Hemetti), e altre 15 persone, tutte accusate di crimini di guerra. Stando a quanto riportato dai media sudanesi, la corte antiterrorismo di Port Sudan ha riconosciuto gli imputati colpevoli di crimini di guerra, crimini contro l’umanità, genocidio e attacchi contro civili e infrastrutture pubbliche commessi a El Geneina, capoluogo del Darfur Occidentale.

Nel giugno 2023, il governatore del Darfur Occidentale, Khamis Abakar, venne ucciso poco dopo essere stato arrestato dai combattenti delle Rsf e portato nel loro quartier generale locale davanti al comandante regionale. In seguito, comparvero online dei video che mostravano il suo corpo mutilato. Anche per questo delitto la corte di Port Sudan ha condannato Hemetti, i suoi fratelli Abdelrahim Dagalo e Al-Qoni Hamdan Dagalo, e altre 13 personalità di primo piano delle forze paramilitari che da aprile 2023 combattono contro le forze armate sudanesi. 

Il tribunale ha poi ordinato la confisca di tutti i beni delle forze paramilitari a favore del governo sudanese e ha incaricato lo Stato di richiedere un avviso dell’Interpol per ottenere l’estradizione dei condannati.

Come ricordano i media, gli attacchi del giugno 2023 nel Darfur Occidentale causarono la morte di centinaia di persone, soprattutto quelle appartenenti al gruppo non arabo dei Masalit, e costrinsero decine di migliaia di civili a fuggire e a cercare rifugio oltre confine, nell’est del Ciad.

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