Nemmeno l’interessamento del presidente Felix Tshisekedi è riuscito a infrangere le dure regole imposte dai rigidi protocolli sanitari legati all’epidemia di Eebola che sta colpendo la Repubblica Democratica del Congo. Il tifoso più famoso dei Leopardi, Lumumba Vea (Lumumba vive), non ha ottenuto il visto per assistere al primo incontro della nazionale di calcio alla Coppa del mondo, in programma oggi a Houston negli Stati uniti d’America, contro il Portogallo. Michel Kuka Mboladinga, il suo vero nome, non ha fatto in tempo a completare l’isolamento preventivo richiesto dalle autorità americane e salterà la storica sfida, che vede la nazionale congolese in campo ai Mondiali per la prima volta dal 1974.
L’iconico tifoso, capace di restare immobile per intere partite imitando la statua dell’eroe dell’indipendenza nazionale Patrice Lumumba, era stato inserito nella delegazione ufficiale grazie all’intervento del presidente congolese. I giocatori della nazionale avevano espresso gratitudine per il tifoso considerato un simbolo di orgoglio e resilienza, e avevano chiesto aiuto direttamente al capo dello Stato per superare il blocco dei visti che sta lasciando a casa migliaia di appassionati congolesi, come riferisce il Wall Street Journal. La popolarità dell’uomo era cresciuta a dismisura durante la Coppa d’Africa disputata in Marocco, portandogli anche contratti pubblicitari e il regalo di un fuoristrada da parte della presidenza.
Il piano d’emergenza concordato con la diplomazia prevede ora il trasferimento di Lumumba Vea direttamente ad Atlanta per la seconda partita del girone contro l’Uzbekistan, in calendario per il 28 giugno. La stessa ambasciatrice della Repubblica Democratica del Congo a Washington, Yvette Kapinga Ngandu, ha confermato l’attesa della comunità locale per l’arrivo della mascotte vivente che per impersonare il leader storico si sottopone ad allenamenti costanti resistendo immobile per oltre mezz’ora nei giorni senza gare. Come dichiarato da Veron Mosengo Omba, presidente della Fecofa (Federazione congolese per il calcio), questa figura rappresenta un elemento fondamentale per la tenuta emotiva del gruppo, costretto a una preparazione frammentata tra i ritiri in Belgio e i continui controlli medici disposti dalle autorità internazionali.



