Dieci Paesi africani sono a rischio di essere colpiti dall’Ebola

di Tommaso Meo
ebola

Dieci Paesi africani sono considerati a rischio di essere colpiti dal virus Ebola, oltre alla Repubblica Democratica del Congo (Rdc), epicentro dell’epidemia, e all’Uganda, a causa degli spostamenti transfrontalieri di popolazione e della necessità di rafforzare le capacità di sorveglianza e di diagnosi. Lo ha detto il direttore dell’agenzia sanitaria dell’Unione africana (Africa Cdc), Jean Kaseya, sottolineando in un’intervista a France 24 l’importanza della preparazione, della rapida individuazione e del coordinamento regionale per prevenire un’ulteriore diffusione. I Paesi a rischio, secondo Kaseya, sono Sud Sudan, Ruanda, Kenya, Tanzania, Etiopia, Repubblica del Congo, Burundi, Angola, Repubblica Centrafricana e Zambia.

L’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) ha dichiarato l’epidemia di Ebola causata dal virus Bundibugyo un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale. Nella Rdc, al 24 maggio, si contano quasi 904 casi sospetti e 101 confermati. Un nuovo caso di ebola è stato acclarato nella provincia del Sud-Kivu; in precedenza, i casi erano stati confermati solo nelle province di Ituri e Nord-Kivu. I decessi sospetti a causa della rapida diffusione dell’epidemia sono 119, mentre le morti confermate 10. L’Uganda, che ha sospeso tutti i trasporti pubblici verso la Repubblica democratica del Congo lo scorso il 21 maggio, ha registrato cinque casi, del quale uno accertato.

In assenza di un vaccino e di una cura approvata per il raro ceppo Bundibugyo, le misure per cercare di contenere la diffusione dell’epidemia si basano su misure preventive e rapida individuazione dei casi.

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