Nuove navi turche per il gas libico: Ankara rilancia la cooperazione con Tripoli

di claudia
piattaforme eni in angola

La compagnia petrolifera statale turca ha acquistato due navi da perforazione norvegesi, la West Draco e la West Dorado, destinate all’esplorazione di gas naturale in acque profonde al largo delle coste libiche e dell’area di Taşucu, nella provincia turca di Mersin. Lo riferisce il sito di notizie libico Al-Wasat, precisando che le unità, costruite rispettivamente nel 2014 e 2015, facevano parte della flotta della società norvegese Eldorado Drilling e saranno trasferite in Turchia per interventi di manutenzione e adeguamento tecnico prima dell’avvio delle operazioni. L’investimento, pari a 490 milioni di dollari, rientra nel più ampio piano di Ankara per rafforzare le proprie capacità energetiche e raggiungere l’indipendenza nel settore.

Le due navi, lunghe 228 metri e larghe 42, possono operare fino a una profondità di oltre 12.000 metri e ospitare fino a 200 membri dell’equipaggio. Una volta operative, lavoreranno in coordinamento con le altre unità già attive della flotta turca, tra cui Fatih, Yavuz, Kanuni e Abdulhamid Han. Secondo analisti turchi, l’iniziativa rappresenta una mossa strategica con implicazioni rilevanti per gli equilibri energetici nel Mediterraneo orientale.

L’intensificarsi delle attività turche si inserisce in un contesto di crescente tensione tra Turchia, Libia e Grecia, legato alla delimitazione delle zone economiche esclusive nella regione. Le recenti iniziative di Atene, che ha lanciato una gara internazionale per la concessione di licenze di esplorazione in aree marittime contese, hanno suscitato la ferma opposizione non solo della Turchia ma anche della Libia orientale. Il governo guidato da Osama Hamad ha chiesto l’immediata sospensione della procedura, denunciandola come una violazione delle acque libiche.

In parallelo, la Turchia ha riaffermato la validità della propria cooperazione con Tripoli sulla base del memorandum d’intesa firmato nel 2019 con il Governo di accordo nazionale, sostenendo che l’intesa è stata redatta nel rispetto del diritto internazionale e notificata ufficialmente alle Nazioni Unite. Mentre il Parlamento libico di Tobruk valuta la ratifica di quell’accordo, Ankara si prepara a rafforzare la propria proiezione energetica nel Mediterraneo, facendo leva sul partenariato strategico con la Libia occidentale

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