Burkina Faso: transizione, i tempi potrebbero cambiare

di claudia
Paul Henri Damiba

I tempi della transizione in Burkina Faso potrebbero essere rivisti a seconda dell’andamento della sicurezza nel Paese. Intervenendo alla televisione nazionale nel fine settimana, il presidente della transizione, Paul-Henri Damiba, si è rivolto alla nazione per rassicurare la popolazione sulla sicurezza nel Paese: “Vorrei rassicurare tutto il popolo burkinabé che non tradiremo mai la causa per la quale ci siamo impegnati. La posta in gioco è molto più importante del nostro piccolo popolo”, ha detto Paul-Henri Damiba, che per la prima volta si è rivolto ai burkinabé dal giorno della sua investitura a presidente.

“La sicurezza è il primo obiettivo delle nostre azioni e sarà la nostra battaglia quotidiana per il ritorno alla pace e alla stabilità. La nostra determinazione in questa lotta all’insicurezza e al terrorismo è incrollabile”, ha detto il capo dello Stato, esortando la comunità internazionale e i partner del Burkina Faso a sostenere il Paese e il suo esercito nella loro lotta al terrorismo.

Per quanto riguarda il calendario di 36 mesi ritenuto necessario per la transizione alla democrazia, Damiba ha detto che questo potrebbe essere rivisto, e accorciato, se la situazione della sicurezza dovesse migliorare: tra cinque mesi il presidente valuterà nuovamente la situazione con il governo, l’esercito e gli esperti locali.

Inoltre Damiba ha annunciato la creazione di Comitati locali per il dialogo e la pace, che avranno il compito di dialogare con i gruppi armati: la loro missione sarà infatti quella di avviare un dialogo con i membri gruppi armati. Damiba ha inoltre imposto il divieto alle popolazioni civili di svolgere attività nelle aree delle operazioni militari, di limitare manifestazioni di natura politica o associativa che possano turbare l’ordine pubblico e di avviare l’operazione di audit nella pubblica amministrazione e nelle società statali. 

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