230 milioni le donne colpite da mutilazioni genitali femminili, molte nel continente

di claudia

Oltre 230 milioni di donne e ragazze hanno subito mutilazioni genitali femminili, la maggior parte delle quali vive in Africa. Lo ha riferito nei giorni scorsi un rapporto pubblicato in occasione dell’8 marzo dall’agenzia delle Nazioni Unite per l’infanzia (Unicef). La diffusione delle mutilazioni genitali femminili varia da Paese a Paese. Il tasso di donne tra i 15 e 49 anni che ha subito questa pratica è particolarmente alto in Somalia (99%).

Negli ultimi otto anni, riferisce il rapporto, circa 30 milioni di persone hanno subito la procedura, durante la quale vengono parzialmente o totalmente rimossi gli organi genitali esterni. La percentuale di donne e ragazze che subiscono la mutilazione genitale femminile è in diminuzione, ma “non abbastanza rapidamente”.

Questa pratica, erroneamente ritenuta come un modo per controllare la sessualità delle donne, può causare gravi emorragie, fino alla morte. Le ragazze vengono sottoposte alla procedura dall’infanzia all’adolescenza.

La diffusione delle mutilazioni genitali femminili varia da Paese a Paese, ma i livelli più alti si trovano in Africa. Il tasso di donne tra i 15 e 49 anni che ha subito questa pratica è particolarmente alto in Somalia (99%), Guinea (95%) e Gibuti (90%). Il dato emerge da un rapporto sulle mutilazioni genitali pubblicato oggi dall’Unicef in occasione dell’otto marzo. In dodici Paesi africani il fenomeno riguarda più del 50% delle donne e ragazze considerate.

In Kenya, ad eccezione della comunità Somala, le mutilazioni genitali femminili sono quasi scomparse, mentre un tempo erano largamente diffuse. Lo riferisce oggi un rapporto dell’Unicef, che fa il punto sulle Mgf in occasione dell’otto marzo, specificando che attualmente il tasso delle donne che hanno subito mutilazioni genitali nel Paese si attesta intorno al 15%. Progressi anche in Sierra Leone ed Egitto, dove precedentemente si registrava un livello di mgf quasi universale, mentre oggi il tasso è solo ‘moderatamente alto’ ma comunque superiore all’80%.

Anche le opinioni sulla Mgf stanno cambiando. Secondo il rapporto, circa 400 milioni di persone nei paesi in cui si praticano mutilazioni genitali femminili in Africa e nel Medio Oriente – ovvero due terzi della popolazione – sono contrari alla pratica.

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