05/11/14 – Africa – Ebola, Oxfam: Economie di Paesi colpiti devastate, servono più fondi

di AFRICA

 

“In un contesto dove (in Africa occidentale, ndr) si sta affacciando il rischio di una crisi alimentare, è sempre più urgente ottenere fondi dalla comunità internazionale e lavorare in tempi stretti sulla prevenzione del contagio (dell’Ebola, ndr). Evitare ondate di panico e disinformazione tra la popolazione è vitale per scongiurare il rischio, denunciato dall’Organizzazione mondiale della sanità, che negli altri Paesi della regione (soprattutto Mali, Senegal e Nigeria), si possano registrare nei prossimi mesi fino a 10mila nuovi casi di Ebola alla settimana”. Lo afferma Oxfam, in un comunicato in cui sottolinea come l’epidemia di Ebola stia devastando l’economia dei Paesi colpiti e la necessità di maggiori fondi per scongiurare una crisi alimentare.

Sono oltre 13.700 i casi accertati in Africa occidentale, di cui 5.235 in Sierra Leone, 6.535 in Liberia e 1.906 in Guinea. L’epidemia, che ha un tasso di mortalità intorno al 70%, ha già provocato oltre 5mila vittime e sta mettendo in ginocchio i fragili sistemi economici dei Paesi colpiti dal virus. In Sierra Leone, Liberia e Guinea, dove si contano oltre 30 focolai epidemici, nel medio-lungo termine gli effetti dell’epidemia di Ebola sui sistemi socio economici saranno devastanti, afferma Oxfam, che denuncia come i dati siano sinora sottostimati. I danni saranno sia a livello economico e quindi di sicurezza alimentare, sia di stabilità sociale in una regione uscita di recente dalla guerra civile.

“Secondo le stime della Banca mondiale la diffusione dell’Ebola costerà alla Sierra Leone 163 milioni di dollari (il 3,3% del Pil) e alla Liberia 66 milioni (il 12% del Pil)”, spiega Silvia Testi, responsabile dell’ufficio Africa di Oxfam Italia. “La chiusura dei confini – prosegue – ha ridotto drasticamente il commercio transnazionale, mentre il lavoro agricolo è stato interrotto. Ne consegue che c’è meno cibo nei mercati locali e quello che c’è è molto più costoso. In alcune aree questo significa che le persone stanno già fronteggiando una grave scarsità di cibo, soprattutto in Liberia e Sierra Leone”.

Intanto, mentre le navi che venivano utilizzate per il commercio non fanno più scalo nei Paesi dell’area per paura del contagio, in Liberia la disoccupazione sta crescendo a livelli esponenziali a causa della riduzione delle attività minerarie. Anche i settori statali stanno soffrendo per la diffusione del virus: le scuole sono chiuse da mesi, si è interrotto il normale funzionamento dei servizi sanitari, inclusa la distribuzione dei vaccini, fermi il trattamento e la prevenzione di altre malattie, danneggiando così le prospettive di salute a lungo termine per la popolazione. Il lavoro per il contenimento dell’epidemia richiede un investimento da parte della comunità internazionale di 1 miliardo di dollari, come già evidenziato dall’Onu. Una partita urgente in cui l’Italia sta giocando un ruolo, avendo stanziato oltre 6 milioni di euro (secondo i dati Ocha), dopo le molte sollecitazioni, arrivate anche da parte di Oxfam Italia nelle scorse settimane, affinché il Governo italiano destinasse nel più breve tempo possibile il contributo annunciato di 50 milioni di dollari. – La Presse

 

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