Un adolescente su dieci in Africa fa uso di tabacco

di claudia
tabacco

Un adolescente africano ogni 10 fa uso di tabacco e l’emergere di nuovi prodotti, come quelli elettronici a base di nicotina e tabacco si sta dimostrando attraente per i più giovani. E’ uno dei dati forniti oggi dalla direttrice regionale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per l’Africa, Matshidiso Moeti, in occasione della Giornata mondiale senza tabacco. 

“Nonostante 24 Paesi africani abbiano introdotto il divieto di fumare nei luoghi pubblici e 35 abbiano vietato la pubblicità, la promozione e la sponsorizzazione del tabacco, secondo le nostre stime un adolescente africano su 10 fa uso di tabacco” ha detto la dottoressa Moeti. 

Le problematiche legate al tabacco non riguardano soltanto la salute dell’uomo. A preoccupare è anche l’impatto ambientale dell’intero ciclo del tabacco, dalla coltivazione, alla produzione e alla distribuzione, fino ai rifiuti tossici prodotti. 

Poiché 44 dei 47 Paesi della Regione africana dell’Oms hanno ratificato la Convenzione quadro sul controllo del tabacco, che li impegna ad adottare misure efficaci e basate sull’evidenza per ridurre il consumo di tabacco, la necessità di affrontare i danni ambientali correlati ha visto l’Oms raddoppiare gli sforzi per contrastare la minaccia generale. “Gli impatti ambientali della coltivazione del tabacco – ha ricordato ancora Moeti- includono l’uso massiccio di acqua, una risorsa scarsa nella maggior parte del continente, oltre alla deforestazione su larga scala e alla contaminazione dell’aria e dell’acqua”.

Secondo la direttrice regionale dell’Oms, i terreni utilizzati per la coltivazione del tabacco potrebbero essere utilizzati in modo molto più efficiente, soprattutto nei Paesi alle prese con l’insicurezza alimentare. Per contrastare questa minaccia, l’Oms si è unita all’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (Fao) e al governo del Kenya per creare il progetto Tobacco-Free Farms.

Lanciato a marzo, il progetto sostiene le aziende agricole a passare dal tabacco a colture alimentari alternative, che contribuiranno a nutrire le comunità, anziché danneggiarne la salute. Le agenzie delle Nazioni Unite e il governo keniano forniscono formazione, input produttivi come sementi e fertilizzanti e un mercato pronto per il loro raccolto attraverso le iniziative di approvvigionamento locale del Programma alimentare mondiale.

Finora, 330 agricoltori keniani sono passati alla coltivazione dei fagioli e il primo raccolto ha prodotto più di 200 tonnellate. La seconda stagione, appena iniziata, sta raggiungendo oltre 1.000 agricoltori. “Questo dato – ha detto ancora Moeti – è estremamente incoraggiante per i nostri piani di estensione del programma ad altri Paesi produttori di tabacco del continente”. 

Foto di Valéria Rodrigues Valéria da Pixabay

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