Tunisia, allarme e appelli per l’indipendenza della giustizia

di claudia

Trentasette organizzazioni tunisine e internazionali sono firmatarie di un appello, di cui si fa portavoce tra l’altro Human Rights Watch, per la reintegrazione dei magistrati revocati, la fine dell’ingerenza dell’esecutivo nei casi giudiziari, il rispetto del diritto fondamentale a un processo equo da parte di un tribunale indipendente e imparziale, il  Rispetto degli standard internazionali sull’indipendenza del sistema giudiziario e sul diritto a un processo equo, in linea con gli impegni internazionali della Tunisia.

“Dalla presa di potere istituzionale del presidente Kais Saied del 25 luglio 2021, seguita dal suo decreto del 22 settembre dello stesso anno, che ha implicitamente abrogato l’ordine costituzionale, e dall’adozione di una Costituzione su misura un anno dopo, il sistema giudiziario è stato sottoposto a continui attacchi volti a schiacciarne l’indipendenza ea spazzare via il diritto a un giusto processo” si legge nell’appello.

I firmatari mettono in guardia contro la strumentalizzazione del sistema giudiziario, pericolosa per chiunque sia responsabile davanti alla legge, per il quale un sistema giudiziario indipendente rimane la protezione ultima contro le decisioni arbitrarie e l’unico garante di un processo equo.

Con il Decreto Legge n. 2022-11 del 12 febbraio 2022, il presidente della Repubblica ha sciolto l’eletto Consiglio superiore della magistratura, organo istituito dalla Costituzione del 2014 e destinato a garantire l’indipendenza della magistratura, sostituendolo con un Consiglio provvisorio, quasi metà dei cui membri sono nominati direttamente dal presidente. Il 1° giugno 2022 ha proceduto alla destituzione di 57 giudici, dopo essersi conferito la delega con decreto legge n. 2022-35. “L’indipendenza della magistratura, garantita da un HJC indipendente per cui generazioni di attivisti e giuristi si erano battuti, è stata così spazzata via dall’esecutivo che si era dato il potere di revocare unilateralmente giudici e pubblici ministeri, violando il diritto a un giusto processo da parte di un tribunale indipendente e imparziale”.

Hrw ricorda che Nell’agosto 2022, in una causa promossa da alcuni dei giudici revocati, il presidente del tribunale amministrativo di Tunisi ha disposto la sospensione dell’esecuzione della revoca di 49 giudici e la loro reintegrazione, “in quanto, tra l’altro, la loro revoca non si basava su alcuna prova tangibile di colpa grave. Tuttavia, fino ad oggi, il governo si è rifiutato di rispettare questo ordine. Queste mosse per smantellare l’indipendenza della magistratura sono state quindi accompagnate da un palese attacco allo stato di diritto attraverso il rifiuto di attuare queste decisioni giudiziarie. Peggio ancora, il ministero della Giustizia ha successivamente avviato procedimenti penali contro i giudici e i pubblici ministeri destituiti, anche nell’unità giudiziaria antiterrorismo, nel tentativo di giustificare retrospettivamente la loro destituzione”. 

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