• Homepage
  • ARGOMENTI
    • NEWS
    • IN EVIDENZA
    • FOCUS
    • LO SCATTO
    • SOCIETÀ
    • ARCHIVIO ARTICOLI
    • AFRICA TV – VIDEO
    • NATURA
    • CONTINENTE VERO
    • IN VETRINA
  • EVENTI
    • Dialoghi sull’Africa 2026
    • Bella Ciao (registrazione)
    • Dialoghi (edizioni passate)
      • 2025
      • 2024
      • 2023
      • 2022
      • 2021
      • 2019
      • 2018
      • 2017
      • 2016
      • 2015
      • 2014
      • 2013
      • 2012
      • 2011
    • 100 Afriche – archivio
      • 2026
      • 2025
      • 2024
      • 2023
  • CORSI ONLINE
    • Arabo
    • Swahili
    • Wolof
  • MOSTRE
  • LA RIVISTA
    • CHI SIAMO
    • Per abbonarsi
    • Acquista copia singola
    • ULTIMO NUMERO (5/2026)
    • PENULTIMO NUMERO (4/2026)
    • Dove trovare Africa
    • Promo docenti, studenti, scuole e biblioteche
    • Iscriviti alla newsletter
    • Coopera – inserto Ong
    • CONTATTI
  • Abbonamenti
  • VIAGGI DI AFRICA
    • PROSSIME PARTENZE
    • ALGERIA
    • BENIN
    • ETIOPIA (DANCALIA)
    • Etiopia (Monti Bale e Harar)
    • MALAWI
    • MAURITANIA
    • Rwanda e Burundi
    • SAO TOME
    • UGANDA (GORILLA)
    • UGANDA (KARAMOJA)
  • shop
  • PROMO “Vini del Sudafrica”
  • Dialoghi sull’Africa 2026

Edizione del 27/09/2026

© Rivista Africa
Editore: Internationalia srl
P.IVA 11980111006

logo internationalia srl

Rivista Africa
La rivista del continente vero
Tag:

musica

    MusicaTAXI BROUSSE

    Ezio Bosso e la sua Africa

    di claudia 14 Maggio 2022
    Scritto da claudia

    Oggi, a due anni dalla scomparsa, ricordiamo Ezio Bosso, compositore, direttore d’orchestra e contrabbassista di fama mondiale, alla scoperta dei legami tra il celebre artista e il continente africano

    di Federico Monica

    L’aeroporto di Durban sembra ancora addormentato. È mattina presto, nei corridoi solo poche persone quasi spaesate; il mio lungo viaggio di ritorno sta per iniziare, appoggiato al vetro del terminal guardo il cielo che si rischiara dietro le colline verdissime. È un attimo: di colpo alle mie spalle risuona una melodia familiare, troppo familiare.

    Ho come un senso di vertigine, mi volto con i brividi sulla pelle senza sapere cosa aspettarmi ma dietro di me non c’è nulla: una fredda sala d’attesa semideserta, sedie vuote e uno schermo piatto che trasmette pubblicità a ciclo continuo.

    La musica ha lo strano potere di trasformare ogni cosa e anche i non luoghi dell’aeroporto sembrano illuminarsi di luce nuova mentre una fila di ricordi si affaccia alla mente riannodando fili invisibili fra Italia e Africa, piogge torrenziali e speranze, baraccopoli e teatri diroccati.

    Quella melodia, finita per chissà quale gioco del destino nella pubblicità di una compagnia assicurativa sudafricana, si intitola “Rain, in your black eyes” ed è uno dei pezzi più famosi e potenti di Ezio Bosso.

    La memoria inizia a correre. Avevo poco più di venticinque anni quando ho incontrato Ezio per la prima volta, lo avevano portato a Gualtieri Riccardo e Rita, amici di una vita con cui ci eravamo imbarcati in un’impresa meravigliosa e folle: riaprire l’antico teatro di quel piccolo paese sulle rive emiliane del Po, abbandonato da decenni e semidistrutto.

    Avevano conosciuto Ezio per caso, non sapevano ancora che sarebbero diventati fra i suoi amici più stretti, ma avevano intuito che quel teatro e la nostra storia lo avrebbero rapito. Fu proprio così, tanto che negli anni il Teatro Sociale di Gualtieri diventò per Ezio Bosso una seconda casa in cui registrare album, fare concerti ma soprattutto rifugiarsi per vivere i ritmi lenti e i legami sinceri della pianura. All’epoca di quel primo incontro stavo scrivendo la mia tesi sulle città e le baraccopoli dell’Africa occidentale e per una strana coincidenza eravamo tornati in Italia da poco, io da Freetown, Ezio da una tournee in Sudafrica.

    Non molti lo sanno ma alcuni suoi pezzi raccontano proprio le suggestioni di quel viaggio: African nights, ad esempio, o la famosa African skies, più nota con il titolo di I’m born child, entrambe pubblicate nell’album “The way of 1000 and 1 comet” uscito nel 2012.

    A Johannesburg Ezio Bosso aveva avuto l’occasione di visitare alcune township, fu così che le lunghissime serate afose sotto i portici della piazza deserta si riempivano di discussioni sulle nostre afriche: città, culture, apartheid, esclusione sociale, informalità. Nelson Mandela non era più presidente da molti anni ma i suoi occhi velati eppure ancora così pungenti bastavano a mantenere accese le speranze di un futuro migliore. Proprio una di quelle sere mi confidò un suo sogno: tornare in Sudafrica e organizzare una serie di concerti in alcune township.

    Erano gli anni in cui Banksy lasciava le sue tracce sui muri di fango nei sobborghi di Bamako, l’artista francese JR riempiva di giganteschi occhi i tetti delle case di Kibera o i muri delle favelas di Rio mentre Blu realizzava centinaia di graffiti nei barrios di Buenos Aires. Interventi di grande valore artistico che non mi hanno però mai convinto fino in fondo da un punto di vista etico e sociale: se possono contribuire ad “accendere i riflettori” su determinate realtà, restano pur sempre azioni di estranei, non partorite dalle comunità, che spesso una volta terminate lasciano le cose esattamente come prima, se non peggio.

    Glielo dissi. Prima di parlare si versò l’ultimo bicchiere di lambrusco, poi serio mi rispose: “Sì è vero, il rischio c’è, ma la bellezza può e deve essere per tutti”.

    Ci incontrammo ancora molte volte ma non ne parlammo più. Poi, soltanto pochi anni più tardi, questo e tanti altri sogni furono travolti dalla comparsa di una malattia che minò il suo fisico ma che non riuscì mai a spegnere la sua forza, la creatività, il coraggio, la voglia di lasciare un segno e di infondere speranza. Fino alla fine, il quattordici maggio di due anni fa.

    La melodia si spegne troppo presto, il cielo del mattino si fa sempre più carico di nubi. Rain, pioggia, proprio come quelle che pochi giorni fa hanno devastato questa città e soprattutto le sue township, trascinando via case, strade e vite, aprendo enormi ferite di terra rossa nel verde rigoglioso della vegetazione. Tutto torna. La bellezza può e deve essere per tutti, e mentre un sorriso e una lacrima si mischiano nel riflesso del vetro mi chiedo cosa sarebbe successo se Ezio avesse concretizzato il sogno della sua rassegna di concerti.

    Probabilmente nulla. O forse no, forse in un qualche angolo di Johannesburg e di Cape Town qualcuno conserverebbe ancora un ricordo lontano o una scintilla di emozione di quel giorno. Quel giorno in cui un musicista italiano era arrivato portando con sé un’orchestra sinfonica intera, con gli ottoni brillanti delle trombe, il legno levigato dei violoncelli, un pianoforte a coda trascinato nel fango e poi gli abiti da sera, le scarpe lucidate, proprio come se si fosse al teatro nazionale.

    Qualcuno avrebbe riso, qualcun altro avrebbe pensato che quel bianco fosse un pazzo, qualcuno a occhi chiusi avrebbe forse sognato, o sorriso, o pianto. Chissà.

    Ascoltatela Rain in your black eyes. Ognuno sente ciò che crede ma anche in quelle note e in quel ritmo che sembra addormentarsi per poi risvegliarsi fino a diventare travolgente penso ci sia tanto dell’Africa: l’immensità e le cose minuscole, i drammi infiniti e le gioie leggere, i sogni, la bellezza, la nostalgia, un tempo che sembra farsi circolare. Alzate il volume e ascoltatela ad occhi chiusi, fino in fondo. Dura più di dieci minuti ma vi assicuro che ne vale la pena.

    Condividi
    14 Maggio 2022 0 commentI
    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • Musica

    Imarhan, ritmi dal deserto

    di claudia 13 Aprile 2022
    13 Aprile 2022

    L’album “Aboogi” (City Slang) della band musicale algerina Imarhan è un lavoro che fotografa l’Africa del Sahara, quella di giovani Tuareg che tengono alto l’orgoglio della loro gente. Ma che …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • MusicaNEWS

    La serata dei Grammy premia due talenti della musica africana

    di claudia 4 Aprile 2022
    4 Aprile 2022

    Il dj sudafricano DJ Black Coffee, la scorsa notte, ha vinto il suo primo Grammy, che molti definiscono “l’Oscar della musica”. Con lui anche la superstar internazionale beninese Angelique Kidjo …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • CINEMA

    Ritratto cinematografico di Thelonious Monk, maestro del jazz

    di claudia 13 Marzo 2022
    13 Marzo 2022

    Rewind and Play è un documentario dell’autore franco-senegalese Alain Gomis. L’autore è probabilmente già noto agli spettatori del Festival del Cinema Africano, d’Asia e d’America latina di Milano, occasione in …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • Musica

    Algeria, band di musica tuareg in tour in Europa

    di claudia 11 Marzo 2022
    11 Marzo 2022

    Il gruppo musicale algerino Imarhan n Tinezraft (Gli amici del deserto) sta iniziando oggi un tour musicale che lo porterà in diverse città europee. La formazione di musica tuareg si …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NUOVE RADICI

    Yuman, a Sanremo per cambiare la musica italiana

    di claudia 11 Febbraio 2022
    11 Febbraio 2022

    L’abbiamo appena visto debuttare sul palco dell’Ariston a Sanremo nella categoria Big. Conosciamo meglio Yuman, la nuova voce soul di origine capoverdiana che ha conquistato il pubblico con la sua …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • Musica

    Petit Frère, il secondo album dello “Zidane del pianoforte”

    di claudia 9 Febbraio 2022
    9 Febbraio 2022

    di Claudio Agostoni Secondo album per un prodigio di 16 anni soprannominato lo Zidane del pianoforte. È figlio della Marsiglia meticcia, quella dove non esiste confine tra Francia e Africa, …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • MusicaNUOVE RADICI

    Le voci musicali delle “seconde generazioni” da tenere d’occhio

    di claudia 30 Gennaio 2022
    30 Gennaio 2022

    Nell’ondata di attenzione per gli artisti di seconda generazione che ultimamente ha travolto la scena globale, la musica italiana del 2021 ha tenuto il passo di altri Paesi europei. Siamo …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • MusicaNUOVE RADICI

    Johara, il pop r&b ha origini marocchine

    di claudia 23 Gennaio 2022
    23 Gennaio 2022

    Il cuore in Marocco e gli studi in provincia di Milano, Johara racconta come si costruisce l’autostima a vent’anni. E pubblica il quarto singolo con Platinum Label. Di Mariarosa Porcelli …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • Musica

    “L’unione fa la forza”, trame e poliritmie da Kinshasa

    di claudia 13 Dicembre 2021
    13 Dicembre 2021

    Interamente prodotto dal chitarrista Mopero Mupemba, “Black Ants Always Fly Together, One Bangle Makes No Sound” quarto album del leggendario collettivo congolese Kasai Allstars segna una nuova pietra miliare nella …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • MusicaNEWS

    Marocco, il rapper ElGrandeToto numero uno su Spotify

    di Enrico Casale 5 Dicembre 2021
    5 Dicembre 2021

    Il rapper di Casablanca ElGrandeToto è stato l’artista più ascoltato nel 2021 in Marocco e nel mondo arabo sulla piattaforma musicale Spotify. Il primo album ideato da questo cantante marocchino …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • Musica

    M’Berra, ritmi e sinfonie nel deserto

    di claudia 2 Dicembre 2021
    2 Dicembre 2021

    M’Berra è il suono, ma anche la storia, di un collettivo di musicisti maliani del campo profughi di M’Berra, nel sud-est della Mauritania. Ed è anche la storia del produttore …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • SOCIETÀ

    Ascoltare l’Africa, 6 italiani su 10 hanno conosciuto il continente grazie alla musica

    di claudia 29 Novembre 2021
    29 Novembre 2021

    Secondo una recente ricerca condotta da Ipsos, in collaborazione con Amref, al primo posto tra le associazioni spontanee che gli italiani fanno di fronte alla parola “Africa” c’è la povertà, …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • MusicaNEWS

    Il griot Baaba Maal nominato ambasciatore Onu contro la desertificazione

    di claudia 19 Novembre 2021
    19 Novembre 2021

    Il cantautore senegalese Baaba Maal è stato nominato ambasciatore delle Nazioni Unite contro la desertificazione. Il riconoscimento gli è stato consegnato presso la sua casa di Yene, dal sottosegretario generale …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NUOVE RADICI

    La parola al rapper Tommy Kuti

    di claudia 13 Novembre 2021
    13 Novembre 2021

    Tommy Kuti, protagonista indiscusso della scena musicale italiana, è nato in Nigeria, ma vive in Italia da quando aveva due anni. Con la sua musica e la sua storia è …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • 1
  • …
  • 8
  • 9
  • 10
  • 11
  • 12
  • …
  • 28

Africa Rivista

Via Fabio Massimo, 19 – 20139 Milano
Tel. 02.80898696
Cell. 375.5353235
Fax 06.92933897
Email: info@africarivista.it
Abbonamenti: segreteria@africarivista.it

Per abbonarsi alla rivista

Online


Bonifico Bancario
IBAN:  IT 65 H030 3203 2100 1000 0291 446
Intestato a Internationalia s.r.l.
SWIFT/BIC: BACRIT21302


Conto Corrente Postale
CCP n° 1049863846 – Intestato a Internationalia srl, Via Conca d’Oro, 206 – 00141 Roma 

Argomenti

ISCRIVITI ORA

ULTIMI ARTICOLI

  • L’etiope che dava l’aut aut ai cardinali

    27 Settembre 2026
  • Il libro della settimana: “La tavola del mondo”

    27 Settembre 2026
  • Le regine del deserto: drag queen tra le dune del Sudafrica

    26 Settembre 2026
  • A Messina il Mediterraneo si racconta: dal 1° al 3 ottobre torna Matabbìa

    26 Settembre 2026
  • A un anno dalla scomparsa, la Tunisia ricorda Claudia Cardinale

    26 Settembre 2026
  • CHI SIAMO
  • PER ABBONARSI
  • VIAGGI DI AFRICA
  • CONTATTI
  • PUBBLICITA’ SU AFRICA
  • PRIVACY
  • INFORMATIVA

Edizione del 27/09/2026

© Rivista Africa
Editore: Internationalia srl
P.IVA 11980111006

logo internationalia srl