Il sogno infranto del Congo: 66 anni di indipendenza all’ombra della guerra

di Tommaso Meo
A peacekeeper on patrol as a resident gathers wood in the Beni region. Credit: UN Photo/Sylvain Liechti

di Céline Camoin (da Roma)

A Roma le celebrazioni per il 66° anniversario dell’indipendenza. Il diplomatico Tshinga Ahuka denuncia le violazioni del Ruanda nell’est del Paese e rilancia l’asse strategico con l’Italia e il Piano Mattei

«Un rapido sguardo ai 66 anni appena trascorsi mostra che il grande sogno dei congolesi è stato progressivamente infranto, da tre decenni a questa parte, da una serie di tragici e terribili eventi. Pensate che in questo preciso momento in cui celebriamo, in questa sala, l’anniversario dell’indipendenza, una parte del nostro territorio è controllata da un esercito straniero». Il conflitto, che continua a imperversare nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo, ha avuto un posto di primo piano nel discorso che l’ambasciatore della Rdc in Italia, Paul Emile Tshinga Ahuka, ha tenuto il 30 giugno a Roma in occasione dell’anniversario dell’indipendenza dal Belgio, ottenuta 66 anni fa.

«Le truppe ruandesi» ha spiegato il diplomatico da una sala del Westin Excelsior Rome «rimangono attive sul territorio congolese nonostante le molteplici iniziative diplomatiche internazionali, in particolare gli accordi firmati il 4 dicembre 2025 a Washington tra la Repubblica Democratica del Congo e il Ruanda sotto la mediazione americana». Di fronte a queste violazioni, la situazione della sicurezza nell’est della Repubblica Democratica del Congo richiede un approccio coordinato e determinato da parte della comunità internazionale, ha spiegato l’ambasciatore davanti a un pubblico composto da rappresentanti diplomatici, esponenti della diplomazia italiana e della diaspora congolese in Italia.

L’evento all’hotel Westin Excelsior Rome. Foto: Céline Camoin

Secondo Tshinga Ahuka, l’accordo di Washington deve essere rivitalizzato e dotato di meccanismi di monitoraggio vincolanti: «È in questa scia che l’amministrazione americana ha recentemente fissato una scadenza chiave per il ritiiro totale delle truppe ruandesi dal nostro territorio a metà luglio 2026». È sempre in questa logica, ha proseguito, che gli Stati Uniti d’America hanno recentemente imposto nuove sanzioni finanziarie contro una raffineria d’oro ruandese e contro diverse personalità e società accusate di facilitare il commercio illecito di minerali provenienti dall’est della Repubblica Democratica del Congo. Traffici che contribuirebbero a finanziare il Movimento 23 Marzo (M23), un gruppo ribelle congolese appoggiato dal Ruanda.

A questo proposito, come ha ricordato Stefano de Leo – vicedirettore generale al ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale (Maeci) per l’Africa subsahariana, l’America latina, l’Asia e l’Oceania, nonché direttore centrale per i Paesi dell’Africa subsahariana – la Rdc è una «grande potenza di risorse strategiche, da cui dipenderanno la transizione energetica e digitale del mondo intero» e l’Italia vuole essere un partner «affidabile nella valorizzazione di queste risorse. Non nella semplice estrazione, ma nello sviluppo delle filiere locali, nella trasformazione sul posto e nella creazione di posti di lavoro e di benefici per la comunità congolese». Il 30 giugno, ha sottolineato il vicedirettore, «rappresenta l’affermazione di una nazione immensa, a causa della sua geografia, della ricchezza eccezionale della sua natura, della dignità e del talento delle sue donne e dei suoi figli».

L’ambasciatore congolese in Italia Paul Emile Tshinga Ahuka (secondo da destra) e Stefano De Leo (primo da destra) in attesa di intervenire. Foto Céline Camoin

L’ambasciatore congolese ha celebrato il rafforzamento delle eccellenti relazioni bilaterali tra i due Paesi, evidenziando il forte potenziale di crescita del mercato congolese. Il diplomatico ha ringraziato il governo di Giorgia Meloni per l’integrazione, da quest’anno, della Rdc nel Piano Mattei e nel progetto strategico del Corridoio di Lobito, accennando ai recenti colloqui istituzionali avviati per rilanciare la cooperazione. Ha anche espresso gratitudine verso le agenzie delle Nazioni Unite di Roma (Ifad, Pam e Fao) per il loro operato a favore della popolazione congolese, in un momento in cui il Paese è percorso anche da un’epidemia di Ebola.

Tshinga Ahuka ha infine ringraziato il presidente Félix Antoine Tshisekedi Tshilombo, «che non ha mai risparmiato i suoi sforzi per un ripristino definitivo della pace nella parte est del nostro Paese», prima di concludere il suo intervento con un messaggio di speranza. «L’indipendenza – ha detto il diplomatico di Kinshasa – è un diritto che ogni nazione deve difendere con forza e determinazione. È ciò che ci permette di proteggere i nostri interessi e il nostro futuro. Nonostante le nostre differenze, dobbiamo dare priorità all’unità e alla coesione nazionale e non permettere mai ai nostri nemici di dividere e tradire il Congo».

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