Senegal | Hissène Habré rilasciato (per due mesi)

di Enrico Casale
Hissene Habre
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Hissène Habré, presidente del Ciad dal 1982 al 1990, è stato scarcerato. Un giudice senegalese gli ha concesso due mesi di libertà vigilata. Da molti soprannominato il «Pinochet d’Africa» per le atrocità commesse, è stato condannato per crimini di guerra e crimini contro l’umanità da un tribunale dell’Unione Africana e scontava la sua pena in un penitenziario di Dakar.

L’avvocato di Habré aveva chiesto 60 giorni di libertà vigilata per il suo assistito perché per via della sua età – ha 77 anni – è «particolarmente vulnerabile» ai rischi legati al coronavirus. Il giudice che ha concesso la libertà temporanea dell’ex presidente lo ha fatto perché il carcere di Dakar, dove Habré sta scontando la sua pena, è stato scelto dalle autorità senegalesi per ospitare le persone arrestate in questo periodo, in isolamento, per evitare la diffusione della Covid-19 nella prigione.

Al momento, in Senegal ci sono 226 casi di contagio da coronavirus confermati e due morti legate al virus. Habré dovrà passare i due mesi di libertà vigilata nella sua casa di Ouakam, un quartiere di Dakar, e dovrà tornare in carcere alla fine di questo periodo.

Habré è stato un protagonista (negativo) della politica africana degli anni Ottanta.  Arrivato al potere nel 1982 rovesciando il predecessore, Goukouni Oueddei, diventa presto un fedele alleato di Francia e Stati Uniti. Viene considerato un baluardo contro le ingerenze del vicino libico Muammar Gheddafi. Quando nel 1990 Habré viene rovesciato da Idriss Déby, già comandante in capo dell’esercito, si spalancano le porte delle carceri, dei luoghi di tortura e di detenzione clandestina. Una commissione istituita dopo la fuga di Habré accerta che durante la sua presidenza sono stati commessi più di 40mila omicidi politici. Migliaia di persone sono morte dopo essere state torturate e a causa delle condizioni disumane delle carceri: di queste, solo quattromila sono state identificate.

Affinché la sua fuga non si trasformasse in impunità, sono stati intentati contro di lui alcuni procedimenti giudiziari in Belgio dove, fino al 2003, era in vigore la legge di competenza universale (che permetteva di perseguire crimini contro l’umanità ovunque fossero stati commessi). Dopo un arresto su mandato internazionale nel 2005, nel luglio del 2006 il Senegal ha ricevuto un mandato dall’Unione Africana per processarlo per crimini contro l’umanità, crimini di guerra e tortura.

Il Senegal ha quindi iniziato una serie di riforme in ambito legislativo e adottato un emendamento alla Costituzione per poter giudicare l’ex dittatore del Ciad.  Il 30 maggio 2016 il tribunale senegalese ha infine condannato Habré all’ergastolo. Ora uscirà dal carcere per due mesi.

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