Il governo del Burkina Faso ha espresso la sua ferma disapprovazione in seguito a una risoluzione adottata dal Parlamento europeo e alle dichiarazioni dell’eurodeputato francese Christophe Gomart sulla situazione politica e di sicurezza del Paese. Gomart, rappresentante francese del Partito popolare europeo, è intervenuto il 17 giugno durante una discussione sulla repressione dello spazio civico e delle libertà fondamentali in Burkina Faso, parlando in modo molto critico della giunta militare burkinabé. L’ex generale francese è anche vicepresidente della sottocommissione per la sicurezza e la difesa del Parlamento europeo e membro della commissione per gli affari esteri.
Il ministero degli Esteri burkinabé lunedì ha convocato l’ambasciatore dell’Unione europea a Ouagadougou Philippe Bronchain e ha definito «false» e piene di «disprezzo» le parole dell’eurodeputato Gomart. Il ministro degli Affari esteri, Karamoko Jean Marie Traoré, in una nota ufficiale ha parlato di «delusione» e «disgusto» suscitati dalla risoluzione e dalle argomentazioni presentate durante i dibattiti al Parlamento europeo.
Traoré, nella nota, ha sostenuto che le accuse sono basate su «informazioni errate» e su una mancanza di comprensione degli sforzi profusi dal Burkina Faso nella lotta contro l’insicurezza: «Il nostro Paese combatte da tempo contro l’insicurezza al fianco di Mali e Niger. Vedere un parlamentare presentare dati errati su un Paese che non ha mai visitato equivale a profanare la sacralità del Parlamento europeo con un discorso dalle sfumature neocoloniali». Il ministro ha anche denunciato le interferenze negli affari interni del Burkina Faso, ricordando che il Paese esercita pienamente la propria sovranità nella gestione delle questioni di sicurezza e del proprio spazio civico.
Riferendosi alle origini della crisi del Sahel, ha anche suggerito che alcuni funzionari europei stessero ignorando le conseguenze dell’intervento della Nato in Libia sulla stabilità regionale.



