Germania e Paesi Bassi restituiranno al Ghana circa 2.000 oggetti sottratti durante il periodo coloniale. L’annuncio è stato dato dal ministro degli Esteri ghanese, Samuel Okudzeto Ablakwa, a margine della conferenza internazionale sulle riparazioni per la tratta atlantica degli schiavi africani.
Secondo il governo ghanese, gli ambasciatori dei due Paesi europei hanno consegnato al presidente John Dramani Mahama un catalogo che contiene un elenco di manufatti proveniente da collezioni etnografiche dei Paesi Bassi che potrebbero essere destinati al rimpatrio.
«La provenienza esatta di questi oggetti non è ancora del tutto nota, ma questo catalogo rappresenta un punto di partenza per portare avanti insieme questo processo di restituzione», ha detto l’ambasciatore olandese Jeroen Verheul.
L’ambasciatore tedesco in Ghana, Frederik Landshoeft, ha invece presentato le ricerche sulla provenienza di quattro oggetti provenienti da Pando, nella regione del Volta in Ghana, tra cui due tamburi da guerra e due corni da guerra dei sovrani Dagadu. L’indagine ha appurato che gli oggetti sono entrati in possesso della Germania durante il periodo coloniale.
Durante la stessa conferenza, inoltre, il ministro degli Esteri danese Lars Løkke Rasmussen ha chiesto ufficialmente scusa, a nome della Danimarca, per il ruolo svolto nella tratta transatlantica degli schiavi e ha annunciato il sostegno alla conservazione di forti e castelli storici ghanesi legati a quel periodo. Per Accra, questi impegni rappresentano un passo significativo verso la riparazione delle ingiustizie storiche e la restituzione del patrimonio culturale africano.
Nel 2022 la Nigeria ha ottenuto la restituzione di oltre 1.100 bronzi del Benin dai musei statali tedeschi e, dopo anni di negoziati, nel 2023 ha ricevuto ulteriori reperti dall’Horniman Museum di Londra. Questa settimana l’Etiopia ha ricevuto formalmente i cimeli appartenuti all’imperatore Tewodros II, che erano stati portati in Gran Bretagna in seguito alla campagna di Maqdala del 1868. Il tamburo parlante noto come Djidji Ayokwé è tornato dalla Francia alla Costa d’Avorio marzo, mentre altri Paesi come Senegal, Mali e Sudafrica hanno avanzato richieste di rimpatrio negli ultimi anni.



