Dieci cinesi a processo in Mali per l’apertura di un casinò illegale

di Tommaso Meo

Dieci cittadini cinesi si trovano in arresto da diversi mesi nell’ambito di un’indagine sull’apertura di un casinò illegale a Bamako, capitale del Mali. In un’udienza che si è tenuta questa settimana è stata negata loro la libertà provvisoria.

Queste persone farebbero parte di una vera e propria organizzazione creata con l’aiuto di complici locali e piuttosto attiva, che gestiva centinaia di milioni di franchi Cfa a settimana. Tutto è iniziato con il reclutamento di alcune giovani donne e la ricerca di una casa adibita a bische clandestine in un quartiere benestante della capitale. Secondo la ricostruzione di Rfi, diversi alti funzionari pubblici maliani hanno rilasciato permessi falsi e garantito protezione al progetto, permettendo così al casinò di avviare le attività, che andavano avanti a ritmi piuttosto serrati: in alcune serate si potevano trovare fino a 130 clienti, con alcol che scorreva a fiumi e prostitute a disposizione, con in più la possibilità di accedere a delle stanze discrete per incontri a breve termine.

È emerso inoltre che all’interno lavorassero almeno 15 cittadini cinesi che guadagnavano ingenti somme di denaro, ma il procedimento si è aperto solo per dieci di loro, che sono stati arrestati e si trovano detenuti. Dopo l’arresto, questi cittadini stranieri hanno denunciato i loro complici locali, sia civili sia membri delle forze armate.

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