Sette gruppi armati e forze di opposizione etiopi hanno annunciato la creazione di una nuova alleanza, chiamata Coalizione delle Forze Popolari Etiopi per la Sopravvivenza, con l’obiettivo dichiarato di «rovesciare il governo» del primo ministro Abiy Ahmed e instaurare un «governo di transizione inclusivo».
La coalizione riunisce il Movimento Nazionale Fano Amhara, l’Esercito di Liberazione Oromo (Ola), il Fronte di Liberazione del Popolo del Tigray (Tplf), il Fronte di Liberazione Nazionale Ogaden (Onlf), il Fronte Rivoluzionario di Unità Nazionale Afar e i movimenti di liberazione del Benishangul e democratico del Popolo Gumuz.
I gruppi accusano il governo etiope di essere responsabile di «guerra, genocidio, distruzione di massa e povertà estrema», sostenendo che l’Etiopia rischi la disintegrazione.
L’Etiopia ha affrontato anni di conflitto armato nell’Oromia e nell’Amhara, gli stati più popolosi del Paese, mentre di recente si sono riacutizzate le tensioni nella regione settentrionale del Tigray, dove una guerra civile durata dal 2020 al 2022 ha causato centinaia di migliaia di morti e milioni di sfollati.
L’annuncio della formazione della nuova coalizione è stato dato ieri sera dal presidente di Fano, Zemene Kassie, in una dichiarazione trasmessa da Tigray Tv. Il governo federale non ha finora commentato. Analisti citati da Rfi hanno sottolineato tuttavia le possibili difficoltà di coordinamento che potrebbe incontrare la nuova coalizione, essendo formata da gruppi con una storia di forti rivalità. Il gruppo Fano dell’Amhara, per esempio, ha combattuto a fianco delle forze federali durante la guerra del Tigray.



