Gli eventi climatici estremi hanno colpito 13 milioni di persone in Africa

di Tommaso Meo
Inondazioni

di Andrea Spinelli Barrile

Il nuovo rapporto Omm evidenzia l’impatto devastante di inondazioni e siccità nel continente: oltre 3.000 morti e solo il 40% dei Paesi pronto a gestire l’emergenza

Gli eventi meteorologici e climatici estremi hanno colpito almeno 13 milioni di persone e causato oltre 3.000 morti in Africa nel 2025, con gravi ripercussioni su economie, mezzi di sussistenza e infrastrutture. Dati preoccupanti, questi, contenuti nel recente rapporto sullo stato del clima in Africa, pubblicato negli scorsi giorni dall’Organizzazione meteorologica mondiale (Omm).

Secondo questo report, le inondazioni rappresentano il principale rischio climatico individuato nel continente, essendo responsabili di oltre la metà degli eventi segnalati. In Nigeria, le gravi inondazioni di maggio hanno causato più di 200 morti, mentre nella Repubblica democratica del Congo (Rdc) le alluvioni di aprile hanno provocato oltre 160 vittime. L’Omm sottolinea inoltre che la siccità ha colpito oltre 8,5 milioni di persone nell’Africa orientale, aggravando l’insicurezza alimentare e la precaria situazione delle popolazioni che dipendono dall’agricoltura e dall’allevamento. I cicloni tropicali che hanno colpito la parte sud-occidentale dell’Oceano Indiano hanno inoltre aggravato il numero di vittime e i danni materiali.

Secondo l’agenzia delle Nazioni unite, il riscaldamento e l’acidificazione degli oceani continuano a indebolire gli ecosistemi marini e a minacciare i mezzi di sussistenza delle comunità costiere, dove l’innalzamento del livello del mare supera la media globale, in particolare proprio lungo diverse coste africane, aumentando i rischi di erosione e inondazioni.

Il rapporto mette inoltre in guardia anche contro la rapida scomparsa dei ghiacciai africani. Sul Kilimangiaro, la superficie ghiacciata si è ridotta da 11,4 chilometri quadrati nel 1900 a meno di un chilometro quadrato negli ultimi anni, una tendenza che probabilmente influirà sulle risorse idriche e aumenterà alcuni rischi naturali. «I segni del cambiamento climatico sono visibili ovunque in Africa, dall’aumento delle temperature e del livello del mare alle devastanti inondazioni e siccità», ha detto il segretario generale dell’Omm, Celeste Saulo, sottolineando l’importanza dei sistemi di allerta precoce per proteggere le popolazioni.

L’organizzazione rileva che meno del 40% dei Paesi africani dispone di adeguate capacità di preparazione e risposta, nonostante i progressi compiuti in alcuni Stati attraverso il rafforzamento dei servizi meteorologici e dei sistemi di allerta precoce.

Mentre alcuni Paesi come la Nigeria stanno correndo ai ripari – Abuja ha annunciato di recente un fondo per la resilienza climatica – quello delle inondazioni è un problema che ha continuato a colpire l’Africa anche nella prima metà del 2026: Kenya è stata una delle nazioni più danneggiate, con decine di morte e ingenti danni in diverse contee a marzo.

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