Mali: raid francese su Bounti, Onu conferma uccisione civili

di Valentina Milani
operation barkhane

Lo scorso 3 gennaio un attacco dell’operazione Barkhane ha preso di mira il villaggio di Bounti nel Mali centrale. Accusato per settimane di aver preso un abbaglio, l’esercito francese dice di aver preso di mira i jihadisti che stavano tenendo un raduno. Ma la versione della Missione delle Nazioni Unite in Mali (Minusma) è molto diversa. Secondo un rapporto reso pubblico oggi dall’Onu quel giorno era effettivamente in corso un raduno ma si sarebbe trattato di una cerimonia di nozze alla quale avrebbero preso parte circa 100 persone, per lo più civili. Quindi, secondo Minusma, non era un raduno di jihadisti.

Il team investigativo dell’Onu, che ha intervistato 115-200 persone sul posto, riferisce nella nota che almeno 22 persone sarebbero state uccise dalla Forza Barkhane il 3 gennaio a Bounti: 19 sono morte direttamente in seguito all’attacco, tra cui 16 civili, mentre altri tre civili sono morti per le loro ferite mentre venivano trasferiti per le cure di emergenza. Almeno altri otto civili sono rimasti  feriti nell’attacco. Le vittime sono tutti uomini tra i 23 e i 71 anni, la maggior parte dei quali viveva nel villaggio di Bounti. Sul perché non fossero presenti donne, il rapporto afferma che “in considerazione delle tradizioni locali, uomini e donne giungono separati a questi eventi”.

Attraverso il documento l’Onu dichiara di ritenere necessario aprire “un’inchiesta indipendente, credibile e trasparente sul terreno, per esaminare le circostanze dell’attacco e il suo impatto sulla popolazione civile di Bounti”.

In un comunicato stampa, pubblicato poco dopo l’uscita di questo rapporto e ripreso anche su Twitter, il ministero francese delle Forze Armate confuta queste conclusioni ribadendo di aver condotto un attacco aereo contro un gruppo terroristico armato identificato.

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