Mediterraneo – Il piano italiano per rallentare le migrazioni

di Enrico Casale
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Tunisia, Libia ed Egitto dovrebbero dichiarare le loro rispettive aree di ricerca e salvataggio (Sar) e istituire un centro ufficiale di coordinamento e soccorso marittimo: è uno dei punti del piano d’azione per la gestione dell’immigrazione a sostegno dell’Italia, presentato oggi a Strasburgo dalla Commissione europea. Il piano prevede anche il sostegno alla creazione di un centro di coordinamento e soccorso marittimo pienamente operativo in Libia. Si punta a potenziare il finanziamento per la gestione dell’immigrazione in Italia, con 35 milioni di euro aggiuntivi pronti per essere mobilizzati immediatamente, e a rafforzare le capacità di gestione dei flussi delle autorità libiche, con progetti dal valore di 46 milioni di euro preparati in modo congiunto con Roma. Per quanto riguarda le agenzie Ue, la Commissione chiede alla Guardia costiera e di frontiera dell’Ue di esaminare urgentemente le proposte fatte dall’Italia sull’operazione congiunta Triton.

Si punta ad avviare e finanziare un nuovo sistema di reinsediamento, in particolare da Libia, Egitto, Niger, Etiopia e Sudan di concerto con l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) da subito. Tra le misure anche quella di collaborare con la Libia per rafforzare i controlli sulla frontiera meridionale, in cooperazione con i paesi del G5 Sahel e gli stati membri e con il sostegno finanziario dell’Ue. Si propone di intensificare gli interventi per stipulare accordi di riammissione con i paesi di origine e di transito, con il sostegno degli stati membri, e a continuare a lavorare con l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Iom) per accelerare i rimpatri volontari assistiti dalla Libia e dal Niger verso i paesi di origine, anche con un potenziamento dei finanziamenti.

Il piano per l’Italia chiede anche agli stati membri di contribuire in modo più sostanziale al Trust Fund per l’Africa, per integrare il contributo di 2,6 miliardi di euro del bilancio dell’Ue, in linea con gli impegni da loro assunti nel novembre del 2015, e di accelerare sui ricollocamenti dall’Italia. La Commissione chiede agli stati membri di contribuire, di concerto con la Commissione e il servizio per l’azione esterna (Seae), al dialogo con la Tunisia, l’Egitto e l’Algeria, di incoraggiare questi paesi ad associarsi alla rete Seahorse per il Mediterraneo e di invitare la Tunisia, la Libia e l’Egitto a dichiarare le rispettive aree di ricerca e salvataggio (Sar) e a istituire un centro ufficiale di coordinamento e soccorso marittimo.

Bruxelles chiede anche di accelerare, di concerto con il Parlamento europeo, le discussioni sulla riforma del sistema di Dublino per la distribuzione delle domande di asilo all’interno dell’Ue, al fine di disporre di un quadro più stabile per affrontare tali problemi in futuro. L’Italia dovrebbe redigere, in consultazione con la Commissione e sulla base di un dialogo con le Organizzazione non governative (Ong), un codice di condotta per le Ong che effettuano attività di ricerca e soccorso nel Mediterraneo. L’Italia dovrebbe tra l’altro rispettare gli impegni assunti in materia di ricollocamento, anche con la registrazione urgente di tutti gli eritrei presenti in Italia. Roma dovrebbe anche attuare rapidamente il decreto Minniti. La Commissione chiede inoltre di accelerare sui rimpatri, anche con l’elaborazione di un elenco nazionale di paesi di origine sicuri. (Beb)
(05/07/2017 Fonte: Agenzia Nova)

 

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