Marocco, l’agricoltura sconfiggerà la disoccupazione?

di Enrico Casale
contadini marocchini

Ritornare all’agricoltura per sconfiggere la disoccupazione. È il progetto che ha lanciato dal governo marocchino e dal Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (Ifad) ad Al Haouz, una provincia montuosa dell’interno.

Qui sono tutti coltivatori, ma la scarsa resa dei loro campi (determinata anche dai cambiamenti climatici) ha costretto la maggior parte dei giovani a lasciare i villaggi di origine per migrare verso le città. A peggiorare le cose, le tecniche agricole tramandate di generazione in generazione che sono diventate, via via, obsolete.

Grazie ai finanziamenti dell’Ifad)e del governo marocchino negli ultimi anni sono state costituite cooperative agricole. L’obiettivo è dare nuova vita all’agricoltura nelle aree montane. «In passato, i nostri genitori erano soliti trattare gli alberi in modo inefficace. Piantavano numerosi meli, ma da essi non guadagnavano nulla», ha detto Abderrahman Aissaouin, presidente della cooperativa Touffaha.

Le cooperative hanno invece migliorato le tecniche di produzione. E per circa 33.000 piccoli agricoltori e pastori coinvolti nel progetto c’è la speranza di poter continuare a vivere nella provincia. «Prima di entrare in questa cooperativa, avevo lasciato il villaggio. Lavoravo in città. Ma quando è nata i miei amici mi hanno chiesto di tornare. Dal 2014 sono ritornato nel mio villaggio e ora riesco a vivere con quanto produco», ha dichiarato Brahim Laaouina, membro della cooperativa Agadir Igoudar.

Il programma mira anche ad aumentare la partecipazione di donne e giovani e a coinvolgerli nella crescita del valore dei prodotti. Abdellah Mendili è il direttore provinciale dell’agricoltura con sede a Marrakech: «Se potessimo replicare questo progetto, secondo me i giovani potrebbero essere maggiormente coinvolti nel tessuto dell’economia e darebbero impulso all’agricoltura nelle aree montane e, attraverso di loro, le aree montane diventeranno una fonte di creazione di ricchezza invece di un’area di povertà e disoccupazione».

Le regioni montuose del Paese, aride e semidesertiche, sono tra le parti più povere del Marocco.

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