Il Mali ritira il riconoscimento al Sahara Occidentale e appoggia il piano marocchino

di Tommaso Meo
sahara occidentale

Il Mali ha ritirato il proprio riconoscimento alla Repubblica democratica araba dei Saharawi (Rasd) e annunciato il sostegno al piano di autonomia proposto dal Marocco per il Sahara Occidentale. Nel corso di una visita a Bamako del ministro degli Esteri marocchino, Nasser Bourita, il suo omologo maliano Abdoulaye Diop ha definito il piano come l’«unica base seria e credibile per la risoluzione di questa controversia». Diop ha aggiunto di considerare «una vera autonomia sotto la sovranità marocchina la soluzione più realistica» per il territorio.

Il Mali aveva riconosciuto nel 1980 la Repubblica democratica araba dei Saharawi. Tuttavia «le autorità non hanno mai fornito un sostegno significativo al Fronte Polisario», ha detto a Le Monde Hannah Rae Armstrong, esperta di Sahara Occidentale e Sahel, ricordando che mentre la Rasd ha un’ambasciata ad Algeri e Pretoria, due alleati del popolo Saharawi nel continente africano, non ha invece alcuna rappresentanza diplomatica a Bamako. «A questo si aggiunge l’isolamento del Mali nel continente africano, che limita l’impatto del suo avvicinamento al campo marocchino», ha aggiunto la ricercatrice.

Mentre il Burkina Faso ha aperto un consolato nel Sahara Occidentale e il Niger ha accolto con favore l’ultima risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, che sostiene la posizione del Marocco, finora il Mali era rimasto l’unico Paese dell’Alleanza degli Stati del Sahel a mantenere un certo grado di neutralità. La decisione di Bamako arriva in un momento di nuove tensioni diplomatiche tra Mali e Algeria.

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