Macky Sall chiede al G20 un seggio per l’Africa

di claudia
Macky Sall

di Andrea Spinelli Barrile

Il presidente senegalese Macky Sall, che è anche presidente dell’Unione africana (Ua), ha ribadito il suo appello ai leader del G20 per la concessione di status di membro permanente per l’Africa all’interno del Forum, che riunisce i 19 paesi più industrializzati del mondo e l’Ue. Sall è intervenuto al vertice del G20 in corso a Bali, in Indonesia, come ospite.

“L’Africa rimane un partner essenziale sulla scena internazionale, è l’ottava potenza economica per Pil, possiede più del 60% di terra coltivabile con una popolazione stimata di quasi 2,5 miliardi di persone entro il 2050″ ha detto Sall, sottolineando quella che ha definito “una giusta ambizione” del continente per essere integrato come membro permanente del Forum del G20.

Sall ha inoltre parlato della necessità di autorizzare l’Africa ad affrontare i problemi di insicurezza alimentare ed energetica: “Le nostre economie sono più vulnerabili perché dipendono troppo dall’esterno. Allo stesso tempo, non abbiamo abbastanza spazio fiscale per attutire questi shock”.

Il crescente aumento del rischio di carestia a cui sono esposte più di 2,2 milioni di persone nel Sahel “raccomanda di dare priorità al ripristino delle filiere alimentari globali al fine di renderle più sostenibili, giuste, inclusive e resilienti” , ha aggiunto Sall, riferendosi alla necessità di una riassegnazione dei diritti speciali di prelievo inutilizzati e di un allentamento delle loro condizioni di ammissibilità per sostenere meglio gli sforzi africani. “Il paradosso di un’Africa con un immenso potenziale agricolo, forestale e idrico, spesso alle prese con la scarsità di cibo, deve essere risolto”, ha insistito.

Per quanto riguarda la questione energetica, Sall ha sottolineato l’impegno dell’Africa a rispettare gli accordi di Parigi del 2015, ricordando l’urgenza di trasformare i sistemi energetici in modo da garantire transizioni energetiche pulite, sostenibili, accessibili e inclusive: “Rinunciare allo sfruttamento delle nostre risorse naturali mentre l’elettricità è ancora un bene di lusso sia per la popolazione che per le nostre aziende a causa del suo costo elevato significa limitare il nostro potenziale di industrializzazione”.

Sall ha anche esortato la comunità internazionale a tenere conto delle priorità delle diverse nazioni africane, nell’ambizione di una transizione energetica globale in linea con l’accordo di Parigi: “L’Africa rimane aperta alla scelta di un’economia senza emissioni di carbonio, ma ciò richiede trasferimento di tecnologia e investimenti nelle energie rinnovabili”. 

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