Libia | Tripoli al-Sarraj potrebbe dimettersi

di Enrico Casale
Fayez al Sarraj
Tempo di lettura stimato: 2 minuti

Fayez Al-Sarraj, premier del Governo di accordo nazionale di Tripoli (Gna) avrebbe intenzione di dimettersi entro la fine di questa settimana e comunque prima dei colloqui inter-libici a Ginevra di ottobre. L’indiscrezione, trapelata dall’entourage del politico libico, è stata raccolta dall’agenzia Bloomberg e rilanciata da alcuni media nordafricani. Secondo alcuni funzionari vicini ad al-Sarraj, comunque il premier «vigilerà sui colloqui di negoziati di Ginevra».

Al-Sarraj ha discusso la sua uscita di scena sia con i politici libici e sia con esponenti della comunità internazionali. La sua figura e quella di Khalifa Haftar, suo avversario e leader del governo di Bengasi, sono diventate ingombranti e rischiano di essere pesanti ostacoli sulla via della pacificazione nazionale.

Da sei anni, la Libia è divisa in due entità: l’esecutivo di Tripoli e quello di Bengasi. Mentre il governo della Tripolitania è sostenuto economicamente e militarmente da Turchia, Qatar e milizie siriane filoturche, quello della Cirenaica è supportato da Egitto, Emirati Arabi Uniti, Francia e Russia.

Dopo mesi di feroci combattimenti, il 22 agosto, entrambe le parti in conflitto hanno dichiarato un cessate-il-fuoco. Al-Sarraj ha annunciato su Facebook di «aver impartito istruzioni a tutte le forze militari di cessare immediatamente il fuoco e tutte le operazioni di combattimento». Anche il presidente del parlamento della Cirenaica, Aguila Saleh, ha annunciato un cessate-il-fuoco, accolto con favore dai leader mondiali. Entrambe le parti hanno deciso di organizzare elezioni nel marzo 2021.

I negoziati a Ginevra seguiranno quelli che si sono svolti a settembre nella città costiera marocchina di Bouznika, a Sud della capitale Rabat, nel tentativo di raggiungere una soluzione politica al conflitto. A Bouznika, le parti si sono accordate su «”criteri, meccanismi e obiettivi trasparenti» per una equa gestione del potere

Dopo i colloqui del Marocco, l’inviato ad interim delle Nazioni Unite in Libia Stephanie Williams ha invitato la «comunità internazionale alle sue responsabilità di sostenere questo processo e di rispettare inequivocabilmente il diritto sovrano del popolo libico di determinare il proprio futuro».

Altre letture correlate:

X