Libia, 300 morti negli scontri tra le milizie

di Enrico Casale
Libia

Salgono a 300 i morti in Libia a causa degli scontri in atto: tra le vittime si contano 90 bambini e 100 donne. È il bilancio reso noto ieri dal presidente dell’Associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) Foad Aodi, in diretto contatto con i medici libici negli ospedali e nelle zone del conflitto.

I medici libici, afferma Aodi, riferiscono che la notte scorsa è stata caratterizzata da «attacchi aerei su Tripoli da parte dell’esercito utilizzando aerei senza pilota con numerosi danni alle abitazioni, morti e feriti sotto le macerie». Gli sfollati, secondo l’Amsi, sono più di 40mila, di cui il 50% donne e il 25% minorenni. I medici libici rendono inoltre noto che nei prossimi giorni saranno operate 45 donne e minorenni da un chirurgo francese presso l’ospedale di Bengasi.

«Haftar ha usato aerei stranieri contro i civili disarmati», è la denuncia del governo di unità nazionale, che sottolinea il «lassismo e il silenzio» della missione Onu e del Consiglio di sicurezza. Intanto la compagnia petrolifera  libica chiede l’immediata cessazione delle ostilità che mette a rischio la produzione e l’economia nazionale.

«Vi invito ad unirvi alla mia preghiera per i profughi che si trovano nei centri di detenzione in Libia, la cui situazione, già molto grave, è resa ancora più pericolosa dal conflitto in corso. Faccio appello perché specialmente le donne, i bambini e i malati possano essere al più presto evacuati attraverso corridoi umanitari», ha detto papa Francesco al termine del Regina Coeli in Piazza San Pietro.

 

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