«I fantasmi dell’Impero», il «Cuore di tenebra» italiano

di Enrico Casale
Abissinia

L’Italia non ha mai fatto i conti con il suo passato coloniale. Di quel periodo, fatta eccezione per l’opera precisa e puntuale di Angelo Del Boca, non si parla e non si è mai parlato. E, quando se ne parla, lo si fa con una sorta di indulgenza. Il nostro, è la vulgata comune, è stato un colonialismo buono, rispettoso, a tratti gioviale. I nostri nonni andarono a conquistare più le belle abissine che l’Abissinia.

La realtà fu diversa. Fu una tragedia umana per le popolazioni locali, ma anche per i nostri soldati. Su quella tragedia ora apre uno squarcio «I fantasmi dell’Impero» (Sellerio, Palermo, 2017, pp. 552, euro 15). È un romanzo. Ma il racconto si dipana in un contesto storico preciso, ricostruito con meticolosità e gusto per il dettaglio.

Il libro nasce alla fine di una cena tra i tre autori Marco Consentino, Domenico Dodaro, Luigi Panella. Panella, funzionario della Camera, rivela agli amici di aver scovato, nelle carte di quello che fu il ministero dell’Africa italiana, la storia dimenticata di un’indagine svolta in Etiopia da Vincenzo Bernardi, un magistrato militare italiano. Da lì parte una ricerca che è sfociata nel libro.

I fantasmi dell'imperoIl periodo è quello successivo alla conquista da parte delle forze armate italiane dell’impero negussita. Il magistrato deve indagare sul capitano Corvo e sulle sue esecuzioni sommarie a Bar Dhar che sarebbero alla base della rivolta nella regione del Goggiam. Bernardi inizia così un viaggio nel terrore. Uno sprofondarsi nella violenza assoluta che ricorda «Cuore di tenebra» di Joseph Conrad o la sua trasposizione cinematografica «Apocalypse Now» di Francis Ford Coppola (ambientata in Vietnam).

Bernardi assisterà a esecuzioni sommarie, battaglie feroci tra militari italiani e partigiani etiopi, violenze sessuali su giovani ragazze. Ma, soprattutto, assisterà alle meschine lotte tra le autorità italiane, in particolare tra il Vice Re Rodolfo Graziani e il maresciallo Pietro Badoglio, per conquistarsi il controllo della colonia. Uno spaccato di una guerra senza confini (le lotte del potere in Etiopia non erano che il riflesso di quelle in Italia). Una guerra di cui però si è persa la memoria e che questo libro ci restituisce vivida e squallida com’era.

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