I cattolici congolesi: «No a vendette contro i sudafricani»

di Enrico Casale
xenofobia in sudafrica

«Seguiamo con molta attenzione, emozione e sgomento, gli atti xenofobi e barbarici che credevamo relegati ad un altro tempo dei quali sono vittime i nostri compatrioti in alcune città della Repubblica Sudafricana», afferma una lettera aperta del Consiglio dei laici cattolici del Congo (Calcc) indirizzata al viceministro degli Esteri della Rd Congo.

Nella sua lettera il Calcc, riporta l’agenzia Fides, che raggruppa i diversi gruppi, movimenti e associazioni del laicato congolese, sottolinea che «gli atti xenofobi commessi in Sudafrica si aggiungono alle espulsioni brutali subite dai congolesi nel recente passato, in Angola e nel Congo Brazzaville, giustificate in nome della lotta contro la migrazione clandestina in questi Paesi».

I recenti attacchi contro le comunità straniere che vivono in Sudafrica hanno provocato almeno 12 morti e danni materiali alle attività commerciali da loro gestite. Sebbene le violenze abbiano preso di mira, almeno all’inizio, soprattutto la comunità nigeriana, anche le altre comunità straniere che vivono in Sudafrica sono state colpite, tra cui quella congolese. Almeno 200 nigeriani sono stati costretti al rimpatrio per sfuggire alle violenze.

Gli atti xenofobi hanno suscitato emozione e indignazione in tutta l’Africa, e si sono avuti episodi di rappresaglia contro interessi sudafricani in altri Paesi del Continente. A Lubumbashi, nel sud-est della Rd Congo un negozio di una catena sudafricana è stato saccheggiato dalla folla inferocita e anche nella capitale, Kinshasa, si sono registrati tentativi di assalto ad un supermercato di proprietà sudafricana e a dei punti vendita di una società sudafricana di cellulari, sventati dalla polizia.
Il Calcc chiede al governo di Kinshasa di «garantire la protezione dei nostri compatrioti in Sudafrica» e ai congolesi di «aumentare gli incontri di preghiera ispirandosi al Beato Isidore Bakanja, patrono dei laici cattolici congolesi, per non cadere nella tentazione della vendetta».

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