Gabon, colpo di stato in atto dopo l’annuncio della vittoria di Bongo

di claudia

La scena è la stessa, cambia solo la location: un gruppo di militari in divisa ha parlato poche ore fa fa davanti alle telecamere televisive annunciando di “porre fine al regime in vigore” e lo scioglimento delle istituzioni. Una decina di soldati – tra cui membri della Guardia Repubblicana, della Guardia Pretoriana della Presidenza (berretti verdi), nonché soldati dell’esercito regolare e poliziotti – si sono espressi alla tv Gabon 24 questo 30 agosto, poco dopo l’annuncio di risultati ufficiali delle elezioni presidenziali del 26 agosto, sancite dalla vittoria del presidente scontato Ali Bongo Ondimba con il 64,27% delle preferenze. Già da sabato il principale oppositore a queste elezioni, Albert Ondo Ossa, denuncia brogli elettorali e si è detto in vantaggio rispetto a Bongo. Le autorità hanno risposto con un coprifuoco notturno e la sospensione di Internet.

“Tutte le istituzioni della repubblica sono sciolte, il governo, il Senato, l’Assemblea nazionale, la Corte costituzionale (…). Invitiamo la popolazione alla calma e alla serenità e riaffermiamo il nostro attaccamento al rispetto degli impegni del Gabon nei confronti della comunità internazionale”, ha proseguito il soldato che ha letto il testo, proclamando anche la chiusura delle frontiere del Paese “fino a nuovo avviso”.

Bongo è al potere dal 2009 ed è entrato in carica all’epoca alla morte del padre, Omar Bongo, che ha governato sul Gabon per ben 42 anni. Già nel gennaio del 2019 la sua leadership era stata minacciata da un tentativo di colpo di stato, sventato dalle autorità: due generali ritenuti “golpisti” erano stati uccisi.

Soltanto un mese fa, in Niger, i militari hanno perpetrato un colpo di Stato contro le istituzioni repubblicane. Anche la Guinea, il Burkina Faso e il Mali sono guidati da giunte golpiste.

“Temendo una contestazione difficilmente controllabile, davanti a una rapina elettorale palese, hanno (i militari golpisti, ndr) anticipato per salvaguardare l’ordine nel Paese”: è il parere espresso a caldo dal politologo camerunese Aristide Mono, a InfoAfrica, nel ragionare su quanto sta accadendo in queste ore nella vicina Libreville. Camerun e Gabon hanno una frontiera comune nord-sud.

Intanto Ali Bongo ha sui social ha lanciato un video appello alla comunità internazionale dai noti drammatici: “Sono il presidente del Gabon Ali Bongo, sono nella mia residenza, non so dove siano mia moglie e mio figlio, io sono qui e non so cosa stia succedendo fuori”. “Invio questo messaggio a tutti i nostri amici, gli amici del Gabon”. Seduto su una sedia in una stanza con una libreria alle spalle, il presidente deposto è apparso per la prima volta dopo il golpe, visibilmente preoccupato, lanciando un appello in inglese agli alleati: “fatevi sentire, fate rumore, vi imploro”.

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