• Homepage
  • LA RIVISTA
    • CHI SIAMO
    • Per abbonarsi
    • Acquista copia singola
    • NUOVO NUMERO (6/2025)
    • PENULTIMO NUMERO (5/2025)
    • Dove trovare Africa
    • Promo docenti, studenti, scuole e biblioteche
    • Interventi nelle scuole
    • Iscriviti alla newsletter
    • Coopera – inserto Ong
    • CONTATTI
  • Abbonamenti
    • Abbonati ora
    • Promo per insegnanti, studenti, scuole e biblioteche
    • Africa + Nigrizia
  • VIAGGI DI AFRICA
    • PROSSIME PARTENZE
    • ALGERIA
    • BENIN
    • BENIN E TOGO
    • ETIOPIA (DANCALIA)
    • MADAGASCAR
    • MALAWI
    • MAURITANIA
    • SENEGAL
    • SAO TOME
    • SUDAFRICA
    • TUNISIA
    • UGANDA (GORILLA)
    • UGANDA (KARAMOJA)
  • CORSI ONLINE
    • Arabo
    • GEOPOLITICA DELL’AFRICA
    • LE MIGRAZIONI
  • EVENTI
    • Festa 100 afriche
      • 2025
      • 2024
      • 2023
    • Dialoghi sull’Africa
      • 2025
      • 2024
      • 2023
      • 2022
      • 2021
      • 2019
      • 2018
      • 2017
      • 2016
      • 2015
      • 2014
      • 2013
      • 2012
      • 2011
    • Orizzonti di Sabbia (registrazione)
  • MOSTRE
  • ARGOMENTI
    • NEWS
    • IN EVIDENZA
    • FOCUS
    • LO SCATTO
    • SOCIETÀ
    • ARCHIVIO ARTICOLI
    • AFRICA TV – VIDEO
    • NATURA
    • CONTINENTE VERO
    • IN VETRINA
  • shop
  • PROMO “Vini del Sudafrica”
  • PROMO “BLACK FRIDAY WEEK”

Edizione del 14/12/2025

© Rivista Africa
Editore: Internationalia srl
P.IVA 11980111006

logo internationalia srl

Rivista Africa
La rivista del continente vero
Tag:

golpe

    guinea bissau
    FOCUS

    Guinea Bissau: la “Carta” dell’oblio e i verbali sopravvissuti

    di claudia 10 Dicembre 2025
    Scritto da claudia

    di Ernesto Sii

    L’aria nella capitale Bissau è pesante, satura di un’umidità che da ieri, 9 dicembre 2025, è politica prima ancora che climatica. Mentre la giunta militare, autoproclamatasi “Alto comando per il ripristino della sicurezza”, ufficializza la sua “Carta di transizione politica” sospendendo la Costituzione e blindando il potere per i prossimi dodici mesi, una verità alternativa ribolle sotto la superficie dei comunicati ufficiali. Se la narrazione dei militari parla di “salvare la patria” da complotti narcoterroristici, una testimonianza raccolta in esclusiva da Africa Rivista racconta una storia diametralmente opposta: quella di un popolo che ha detto “basta” e di un presidente che ha rovesciato il tavolo per non ammettere la sconfitta.

    L’anatomia di un “auto-golpe”
    Per comprendere il dramma che si consuma tra le strade di Bissau e i palazzi del potere, bisogna ascoltare chi rischia la vita per parlare. «Possiamo dire che sono circa sei anni che, in pratica, non c’è tranquillità», esordisce la nostra fonte, un guineano di alto profilo con cui abbiamo parlato sotto la garanzia dell’anonimato. La crisi odierna non è un fulmine a ciel sereno, ma l’epilogo di un’erosione democratica iniziata nel 2019. «Viviamo sotto la gestione di questa Presidenza della Repubblica dalle elezioni del 2019. Sappiamo che quelle elezioni derivavano da una mancata vittoria: il risultato è stato raggirato, ma il popolo ha accettato».

    Ma il 23 novembre 2025 qualcosa si è rotto. La rassegnazione ha lasciato il posto alla determinazione. «Questa volta c’è stata un’attenzione estrema: la gente ha dormito ai seggi per controllare», racconta la fonte, descrivendo un voto segnato dalla “rabbia”. È proprio questa sorveglianza popolare ad aver fatto scattare quello che l’ex presidente nigeriano Goodluck Jonathan ha definito un “golpe cerimoniale” e che la nostra fonte descrive come un disperato “auto-golpe” del presidente uscente Embaló.

    «Lui ha capito di aver perso queste elezioni perché la popolazione è uscita in massa a votare». La dinamica descritta è quella di una fuga in avanti: «Per non uscire di scena come un perdente, il che sarebbe stato una vergogna per lui, ha fatto questo colpo di mano […] Invece di andarsene, ha messo i militari al potere». Una mossa tattica, avvenuta “guarda caso”, evidenzia con enfasi la fonte, un giorno prima dell’annuncio dei risultati, per congelare un verdetto che le urne avevano già emesso.

    I verbali sopravvissuti
    Il voto del 23 novembre 2025, secondo la versione ufficiale, si è svolto in modo pacifico, con un’affluenza superiore al 65% su circa 960.000 aventi diritto. La Commissione elettorale nazionale ha parlato di consultazione “tranquilla”, con difficoltà logistiche rapidamente risolte, forte partecipazione di giovani e donne e un quadro generale di regolarità, pur invitando i candidati e i media a non diffondere risultati prima dell’annuncio ufficiale.

    Anche in questo caso, il racconto della nostra fonte non smentisce, ma anzi accentua alcuni di questi elementi. «Ora ci sono detenuti arrestati arbitrariamente», racconta, spiegando che molti oppositori sono stati ostacolati fin dalle candidature. «Lui ha capito di aver perso queste elezioni perché la popolazione è uscita in massa a votare; abbiamo votato con rabbia. C’è molta paura perché i militari che hanno preso il controllo sono una giunta fedelissima a lui».

    Secondo questa testimonianza, il voto del 23 novembre avrebbe visto una partecipazione non solo alta, ma eccezionale, motivata dall’intento di “voltare pagina” dopo anni di tensione. «Nel 2019 avevano raggirato i voti facilmente perché il sistema era manuale. Ma questa volta c’è stata un’attenzione estrema: la gente ha dormito ai seggi per controllare. La popolazione ha deciso che il suo tempo doveva finire».

    Embalo
    Embalò

    Lo strappo arriva nelle ore successive. Secondo le cronache, il 25 novembre due candidati – il presidente uscente Embaló e l’indipendente Fernando Dias da Costa, appoggiato dalla coalizione Terra Ranka guidata dal leader del Paigc Domingos Simões Pereira, escluso dalla corsa – rivendicano entrambi la vittoria.

    Il 26 novembre, verso l’ora di pranzo, a Bissau si sentono colpi d’arma da fuoco; i militari annunciano in tv la creazione di un comando militare per il “ripristino dell’ordine”, dichiarano di avere assunto il «controllo totale del Paese», sospendono il processo elettorale, chiudono le frontiere e ordinano l’interruzione delle trasmissioni dei media.

    Il presidente Embaló parla alla stampa francofona di un proprio arresto, mentre la commissione elettorale rimanda l’annuncio dei risultati. Secondo la giunta e secondo la Carta di transizione adottata nei giorni successivi, l’esercito sarebbe stato costretto a intervenire di fronte a una situazione politica “grave”, segnata da tensioni e controversie che minacciavano di degenerare in guerra civile, e in presenza di un piano eversivo sostenuto da reti legate al narcotraffico.

    Secondo la nostra fonte, invece, la dinamica è opposta: il colpo di Stato sarebbe stato concepito dal campo presidenziale proprio perché il voto stava andando nella direzione di un’alternanza.

    La giunta giustifica il suo potere con il vuoto istituzionale creato dalla presunta distruzione dei dati elettorali durante il raid alla Commissione Elettorale. Tuttavia, la nostra fonte svela un dettaglio tecnico che potrebbe ribaltare la storia: la memoria digitale del voto è salva. «No, non sono bruciati. La comunità internazionale aveva stabilito che alle ore 18:00, dopo la chiusura dei seggi, tutti gli “atti” (i verbali firmati) venissero inviati via internet». I file esistono, «ci sono tutti», custoditi in server lontani dalle armi dei golpisti, pronti a smentire la necessità di una transizione militare.

    Ed è proprio qui che emerge un nodo cruciale anche per gli sviluppi futuri della vicenda guineana: il destino dei risultati elettorali. La commissione elettorale ha dichiarato il 3 dicembre di non essere in grado di concludere il processo, spiegando che fogli di scrutinio e dati essenziali sono stati rubati e che i server contenenti i risultati sono stati distrutti durante un raid di uomini armati negli uffici della Commissione. Il 4 dicembre, ulteriori testimonianze raccolte dai media parlano di computer e server confiscati, di oltre 45 persone presenti – tra funzionari elettorali, rappresentanti di partiti e candidati – al momento del blitz, e della conseguente impossibilità di finalizzare il conteggio.

    Secondo i media, dunque, la perdita del materiale elettorale rende impossibile la proclamazione dei risultati e getta il Paese in una crisi istituzionale profonda. Secondo la fonte interpellata da Africa Rivista, invece, non tutto è andato perduto. «No, non sono bruciati», afferma, riferendosi ai verbali di seggio. «La comunità internazionale aveva stabilito che alle ore 18:00, dopo la chiusura dei seggi, tutti gli “atti” (i verbali firmati) venissero inviati via internet. Quindi le copie esistono, ci sono tutte».

    E ancora: «Non è un problema, potrei fornirli anche io perché esistono. Ma ci sono state minacce enormi. Hanno messo in galera gente solo per aver partecipato alle elezioni appoggiando altri candidati, dato che a molti era stato vietato di candidarsi».

    Qui il contrasto è netto: da un lato, la versione ufficiale e le agenzie internazionali insistono sull’impossibilità materiale di proseguire il processo elettorale; dall’altro, la nostra fonte sostiene che una copia integrale dei verbali sia stata trasmessa online e possa essere recuperata, trasformando il tema dell’accesso ai dati in una questione eminentemente politica. Non a caso, sia l’Ecowas sia osservatori come Jonathan hanno chiesto alla giunta di pubblicare i risultati, se disponibili, come condizione per un’uscita dalla crisi.

    guinea bissau

    Il prezzo del silenzio
    Il prezzo di questa operazione di occultamento, però, lo sta pagando la popolazione civile. Mentre la “Carta di Transizione” promette stabilità e amnistie per i golpisti, nelle strade vige un regime di terrore che silenzia ogni dissenso. «Hanno sparato a un ragazzo di appena 18 anni solo perché ha detto di non volere un altro regime militare», riferisce il testimone con voce ferma.

    In questo scenario, la Guinea Bissau è ostaggio di un paradosso: etichettata dalla giunta come vittima dei narcos, è in realtà, secondo la fonte, gestita proprio da chi «ha trasformato lo Stato in un centro per il narcotraffico». Oggi il Paese resta sospeso tra due documenti: la Carta dei militari, che impone l’oblio e la forza, e quei file digitali salvati il 23 novembre, che contengono l’unica cosa che il regime teme davvero: la volontà del popolo.

    A più di due settimane dal voto, la Guinea Bissau resta così sospesa tra una Carta di transizione che pretende di mettere ordine “dall’alto” e una domanda di legittimità “dal basso” che si esprime, nella testimonianza raccolta, come rabbia e frustrazione.

    Secondo i media, l’adozione della Carta e la creazione del Consiglio nazionale di transizione sono i passi necessari per accompagnare il Paese verso nuove elezioni entro un anno. Secondo la fonte interpellata, senza chiarire l’esito delle urne del 23 novembre e senza rompere con le reti di potere che hanno fatto della Guinea Bissau un “narco-Stato”, qualsiasi transizione rischia di essere solo formale. Su questo crinale, tra legalità proclamata e legittimità contestata, si giocherà nei prossimi mesi il futuro politico del Paese.

    Condividi
    10 Dicembre 2025 0 commentI
    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • FOCUS

    Benin, storia di un golpe fallito

    di claudia 9 Dicembre 2025
    9 Dicembre 2025

    di Andrea Spinelli Barrile Le autorità del Benin hanno annunciato l’arresto di una dozzina di soldati sospettati di essere coinvolti nel fallito tentativo di colpo di Stato di domenica. Gli …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Tentativo di colpo di stato in corso nel Benin

    di claudia 7 Dicembre 2025
    7 Dicembre 2025

    Di Stefano Pancera Il Benin si è svegliato questa mattina domenica 7 dicembre 2025 nel caos di un tentativo insurrezionale in pieno svolgimento. Uomini armati in uniforme hanno cercato di …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Istituito in Guinea Bissau il Consiglio nazionale di transizione

    di claudia 6 Dicembre 2025
    6 Dicembre 2025

    La giunta militare al potere in Guinea Bissau ha istituito ieri un Consiglio nazionale di transizione, otto giorni dopo il colpo di stato che ha portato l’esercito al potere nel …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Guinea Bissau, Jonathan accusa: “il golpe è stato messo in scena da Embaló per evitare la sconfitta elettorale”

    di claudia 2 Dicembre 2025
    2 Dicembre 2025

    Secondo l’ex-presidente nigeriano Goodluck Jonathan (nella foto), l’ormai ex-presidente della Guinea Bissau Umaro Sissoco Embaló ha organizzato il colpo di stato militare per evitare di perdere le elezioni presidenziali e …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • FOCUS

    Sahel: l’onda lunga dei golpe, tra narrazioni comuni e realtà diverse

    di claudia 29 Novembre 2025
    29 Novembre 2025

    di Valentina Giulia Milani La crisi esplosa in Guinea-Bissau si inserisce in un contesto di crescente instabilità in Africa occidentale e nel Sahel, segnato da colpi di Stato e rotture …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • FOCUS

    Guinea Bissau: colpo di stato o sceneggiata di palazzo?

    di claudia 28 Novembre 2025
    28 Novembre 2025

    di Stefano Pancera A pochi giorni dall’annuncio dato dal generale di brigata Denis N’Canha, del colpo di stato militare in Guinea-Bissau, circola apertamente nel Paese l’ipotesi di un “autogolpe”, di …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • AFRICA TV - VIDEO

    Nuovo colpo di stato militare in Guinea Bissau

    di claudia 27 Novembre 2025
    27 Novembre 2025

    Una nuova crisi politica scuote ancora il fragile Paese dell’Africa occidentale. Guarda il servizio del direttore Marco Trovato per capire cosa sta accadendo e quali scenari si aprono ora. Condividi

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Voci da Bissau: “Situazione confusa”

    di Marco Trovato 26 Novembre 2025
    26 Novembre 2025

    Le nostre fonti interpellate poco fa nella capitale della Guinea Bissau confermano la presa di potere da parte di un gruppo di ufficiali dell’esercito. I militari hanno annunciato in TV …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Guinea Bissau, golpe militare in corso

    di Marco Trovato 26 Novembre 2025
    26 Novembre 2025

    I militari hanno annunciato di aver “assunto il totale controllo del Paese”, sospendendo il processo elettorale e chiudendo tutte le frontiere. Arrestato il presidente uscente Umaro Sissoco Embaló. Il golpe …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • FOCUS

    Anatomia di un (non) colpo di stato

    di claudia 26 Ottobre 2025
    26 Ottobre 2025

    di Stefano Pancera Un nuovo presidente e un primo ministro tecnico guidano il Madagascar dopo le proteste giovanili. Tra speranze e dubbi, la Generazione Z teme che le promesse di …

    1 FacebookTwitterPinterestEmail
  • FOCUS

    Tensione alle stelle in Madagascar: soldati si schierano coi manifestanti contro il presidente

    di Marco Trovato 12 Ottobre 2025
    12 Ottobre 2025

    In Madagascar una parte dell’esercito si è ammutinata unendosi ai manifestanti antigovernativi e rifiutandosi di sparare sulla folla. Il presidente Andry Rajoelina parla di “tentato golpe” e invita la comunità …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • FOCUS

    Guinea, tra illusione democratica e potere militare

    di claudia 24 Settembre 2025
    24 Settembre 2025

    di Fabrizio Floris Il “sì” al referendum costituzionale in Guinea supera l’89%. La giunta celebra la vittoria come preludio a nuove elezioni, ma la popolazione resta scettica: per molti è …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Gabon, l’Unione africana revoca le sanzioni imposte dopo il golpe

    di claudia 3 Maggio 2025
    3 Maggio 2025

    Il Consiglio per la pace e la sicurezza dell’Unione Africana (Ua) ha annunciato la revoca della sospensione delle attività del Gabon e delle sanzioni imposte dopo il colpo di Stato …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Guinea Bissau, 14 condanne per il tentato golpe del 2022

    di claudia 20 Febbraio 2025
    20 Febbraio 2025

    La Corte marziale della Guinea Bissau ha emesso condanne a pene detentive che vanno dai 12 ai 29 anni nei confronti di 14 individui accusati del tentato colpo di Stato …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • 1
  • 2
  • 3
  • …
  • 8

Africa Rivista

Via Fabio Massimo, 19 – 20139 Milano
Tel. 02.80898696
Cell. 375.5353235
Fax 06.92933897
Email: info@africarivista.it
Abbonamenti: segreteria@africarivista.it

Per abbonarsi alla rivista

Online


Bonifico Bancario
IBAN:  IT 65 H030 3203 2100 1000 0291 446
Intestato a Internationalia s.r.l.
SWIFT/BIC: BACRIT21302


Conto Corrente Postale
CCP n° 1049863846 – Intestato a Internationalia srl, Via Conca d’Oro, 206 – 00141 Roma 

Argomenti

ISCRIVITI ORA

ULTIMI ARTICOLI

  • La lingua salva la scuola: l’Africa riscopre le sue lingue madri

    14 Dicembre 2025
  • Il libro della settimana: Hanno ucciso habibi

    14 Dicembre 2025
  • Nyumba ntobhu: il matrimonio tra donne in Tanzania

    14 Dicembre 2025
  • L’Alta Corte del Kenya blocca l’accordo sanitario firmato con gli Usa

    13 Dicembre 2025
  • La Costa d’Avorio chiede aiuto gli Stati Uniti contro i jihadisti nel Sahel

    13 Dicembre 2025
  • CHI SIAMO
  • PER ABBONARSI
  • VIAGGI DI AFRICA
  • CONTATTI
  • PUBBLICITA’ SU AFRICA
  • PRIVACY
  • INFORMATIVA

Edizione del 14/12/2025

© Rivista Africa
Editore: Internationalia srl
P.IVA 11980111006

logo internationalia srl

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.Accetto Gestione consensi Leggi tutto
Privacy & Cookies Policy

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these cookies, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are as essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may have an effect on your browsing experience.
Necessari
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non necessari
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA