Etiopia segreta: tra montagne, luoghi sacri e città leggendarie

di Tommaso Meo

C’è un’Etiopia che sfugge ai grandi itinerari turistici e custodisce alcuni dei paesaggi e delle tradizioni più sorprendenti dell’Africa. È quella che si svela tra gli altopiani dei Monti Bale, i santuari mistici di Sheik Hussein e i vicoli senza tempo di Harar, in un viaggio di 13 giorni – dal 21 novembre al 3 dicembre – pensato per chi desidera andare oltre le mete più conosciute.

L’itinerario, ideato e accompagnato da Marco Montecroci, fondatore del tour operator Kailas e profondo conoscitore del Paese, conduce anzitutto nel Parco nazionale dei Monti Bale, dove, camminando fino a 4.000 metri di quota, si va alla ricerca del raro lupo etiope, immersi in uno scenario d’alta montagna inaspettato nel cuore dell’Africa. Il viaggio prosegue attraverso villaggi remoti, mercati variopinti e incontri con comunità che conservano tradizioni, rituali e forme di vita rimaste in gran parte immutate nel tempo.

Sheik Hussein

Dopo la visita alle spettacolari grotte di Sof Omar, tra le più estese del continente e meta di pellegrinaggio, si raggiunge Sheik Hussein, uno dei luoghi più sacri dell’Islam sufi etiope. Qui, tra mausolei, canti rituali, tamburi e antiche cerimonie, si vive un’esperienza intensa, resa ancora più speciale dall’accoglienza della popolazione locale.

Una donna ad Harar

L’ultima tappa è Harar, la celebre città murata patrimonio Unesco, un intreccio di vicoli, mercati e case colorate dove convivono da secoli culture e religioni diverse, in un’atmosfera unica.

Il viaggio sarà replicato dal 2 al 14 marzo. Informazioni: africarivista.it/etiopia – viaggi@africarivista.it

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