Il Togo abolisce l’obbligo di visto per i cittadini africani

di Tommaso Meo

Il Togo ha annunciato l’abolizione immediata dei visti per tutti i cittadini africani in possesso di un passaporto valido. Il Togo entra così così nella ristretta cerchia di Paesi del continente che hanno adottato una simile politica di integrazione continentale.

Nella dichiarazione, il ministro della Sicurezza e della protezione civile del Togo, Calixte Batossie Madjoulba, ha detto che la misura riflette «il costante desiderio delle più alte autorità togolesi di promuovere l’integrazione africana, di rafforzare la libera circolazione di persone e merci e di favorire una maggiore cooperazione tra gli Stati e i popoli del continente». L’esenzione dal visto è concessa per soggiorni non superiori a 30 giorni e i viaggiatori restano soggetti ai controlli di sicurezza, immigrazione e sanitari applicabili.

Le autorità hanno specificato inoltre che i cittadini africani devono effettuare una dichiarazione preventiva sulla piattaforma governativa voyage.gouv.tg almeno 24 ore prima del loro arrivo per ottenere un permesso di viaggio da presentare alle frontiere.

Con questa decisione, il Togo si unisce a Ruanda, Seychelles, Gambia, Benin e Ghana tra i Paesi africani che hanno abolito l’obbligo di visto per i cittadini del continente: il Benin ha introdotto questa misura nel 2019, mentre il Ruanda l’ha formalizzata nel 2023 al Vertice mondiale del turismo tenutosi a Kigali. Il Ghana ha annunciato l’attuazione di una politica simile a partire dal 2025.

Secondo la decima edizione dell’Africa visa openness index della Banca africana di sviluppo (Afdb), alla fine del 2025 solo il 28,2% dei viaggi intra-africani avveniva senza visto, nonostante gli sforzi per promuovere la libera circolazione nel continente. Le autorità togolesi presentano questa riforma come una leva per rafforzare l’attrattività del Paese e per fare del Togo un polo regionale per i servizi, gli affari e gli scambi umani nel cuore dell’Africa.

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