Etiopia: Onu, 200.000 sfollati in Amhara, 76.000 in Afar

di Valentina Milani

La situazione nella regione del Tigray, nel Nord dell’Etiopia, è “instabile e imprevedibile” e il conflitto si è allargato nelle vicine regioni Amhara e Afar, dove ad oggi si contano, rispettivamente, 200.000 e 76.000 sfollati. È quanto si legge nel bollettino diffuso dall’ufficio Onu per gli aiuti umanitari (Ocha).

“All’interno del Tigray l’accesso umanitario è notevolmente migliorato, con una stima del 75% dell’area ora accessibile, ma il flusso degli aiuti umanitari per la regione rimane insufficiente”, ha sottolineato l’agenzia Onu, ricordando che “l’accesso tramite l’unica strada che attraversa la regione Afar (corridoio Semera-Abala) rimane parzialmente aperto a causa dell’insicurezza, dei ritardi causati dalle autorizzazioni delle autorità e dalle perquisizioni ai posti di blocco”.

Nel Tigray, dove circa cinque milioni di persone hanno bisogno di assistenza umanitaria, “le operazioni continuano a risentire dalla mancanza di servizi bancari, contanti, carburante, elettricità e telecomunicazioni”, ha aggiunto l’Ocha, secondo cui “è urgente inviare più personale e rifornimenti nel Tigray, ripristinare l’elettricità e le telecomunicazioni e garantire che siano disponibili contanti e carburante”.

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