È morto il marabutto dei tidjanes. Senegal in lutto

di Enrico Casale
Serigne Cheikh Ahmed Tidiane Sy
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Il Senegal è in lutto. Mercoledì 15 marzo, è morto Serigne Cheikh Ahmed Tidiane Sy, capo della Tidjaniyya, una delle confraternite più importanti del Paese. Aveva 91 anni ed era la guida spirituale della tariqa dal dicembre 2012, dopo essere succeduto al fratello Serigne Mouhamadou Mansour Sy. Secondo la tradizione, il nuovo marabutto sarà suo fratello minore, Serigne Abdou Aziz Sy, detto «Al Amin» (onesto), già portavoce della Confraternita.

La morte di Serigne Cheikh Ahmed Tidiane Sy ha colpito profondamente il Senegal. Nel Paese dell’Africa occidentale, i cui abitanti sono al 90% musulmani, si pratica un Islam di matrice sufi, incardinato nelle confraternite. Quella dei tidjanes è una delle principali, insieme a quella dei mourid e dei layenes. Le confraternite sono importanti a livello religioso, ma hanno anche una grande influenza politica (spostano migliaia di voti) ed economica (grazie agli investimenti in diversi settori). Non è un caso che alle esequie (che si sono tenute giovedì) abbiano partecipato diverse autorità politiche e alcuni imprenditori. La sessione quotidiana del Parlamento è stata addirittura rinviata, mentre il Presidente Macky Sall si è pensato che Tivaouane (la roccaforte tidjanes) «per portare le sue condoglianze».

Serigne Cheikh Ahmed Tidiane SyLa biografia di Serigne Cheikh Ahmed Tidiane Sy testimonia l’importanza delle confraternite in Senegal. Nato il 29 dicembre 1925 a Saint Louis, nel Nord del Senegal, era figlio di Babacar Sy, anch’esso guida spirituale dei tidianes. Serigne Cheikh Ahmed Tidiane Sy era considerato un uomo molto modesto ed estremamente pio, che viveva internamente assorbito dalla sua dimensione religiosa. In campo religioso, aveva portato un forte cambiamento nella confraternita abbandonando il conservatorismo e cercando una propria via dell’Islam più dialogante e aperta.

A partire dagli anni Cinquanta aveva però svolto anche un’importante ruolo politico. Dopo aver fondato il Partito senegalese della solidarietà, si era sempre opposto all’allora Presidente Sedar Senghor (opposizione che lo ha portato anche per un breve periodo in carcere). È stato poi anche ambasciatore del Senegal in Egitto. Abbandonata la politica si era dedicato all’imprenditoria, investendo molto nel settore agricolo (arachidi, pomodori) e in quello del cemento.

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