Coppa d’Africa, la top 11 di Calcio Africano

di Enrico Casale
bennacer

Con il trionfo dell’Algeria, tornata al successo dopo 29 anni, la Coppa d’Africa ha chiuso i battenti e dato appuntamento fra due anni in Camerun. Negli scorsi giorni la Caf ha svelato la lista degli 11 migliori giocatori di questa edizione, ma noi abbiamo voluto dare una nostra interpretazione, assegnando gli awards di Calcio Africano.

Raïs M’Bolhi (Algeria, 1986): dalla papera mondiale sul tiro di Koren nel 2010 a campione d’Africa nel 2019. M’Bolhi ha blindato la porta dell’Algeria per tutto il torneo (solo 2 gol subiti), guadagnandosi meritatamente la palma di miglior portiere della kermesse. Curiosità: sui guanti aveva stampato il nome della madre, Aisha, scomparsa qualche anno fa.

Chidozie Awaziem (Nigeria, 1997): Awaziem si è dimostrato un terzino molto ordinato e preciso in entrambe le fasi di gioco, ma deve ancora imparare a gestire meglio alcuni cali di concentrazione. Quest’anno dovrebbe rimanere al Porto a giocarsi le sue chances.

Djamel Benlamri (Algeria, 1989): Difensore di valore modesto, ha dovuto attendere quasi il compimento dei 29 anni per esordire in nazionale. Alla prima Coppa d’Africa si è dimostrato un baluardo.

Kalidou Koulibaly (Senegal, 1991): Conosciamo tutti le immense qualità del difensore del Napoli, dunque non è nulla di sorprendente vederlo nella top 11. Chissà come sarebbe andata la finale con lui in campo?

Youssouf Sabaly (Senegal, 1993): Gioca a sinistra, ma è destro naturale. Si è mostrato solido dietro; in avanti ha avuto qualche difficoltà ad arrivare sul fondo, ma ogni qualvolta è rientrato sul destro ha fatto male.

Sofiane Feghouli (Algeria,1989): Ha corso sempre per tre ed è stato l’anima e il leader carismatico del centrocampo dell’Algeria, probabilmente il reparto più decisivo dei campioni d’Africa.

Ismaël Bennacer (Algeria, 1997): campione d’Africa, MVP della competizione, 2 assist e 12 dribbling riusciti. Il regista tascabile, anche in Egitto ha giocato da mezzala, nato in Francia è stato senza dubbio il giocatore più sorprendente di questa Coppa d’Africa. Un bel biglietto da visita per il Milan, no?

Idrissa Gana Gueye (Senegal, 1989): Ha fornito ai Leoni della Teranga il suo spirito guerriero e le sue qualità in inserimento, ma non è bastato per vincere il primo titolo.

Riyad Mahrez (Algeria, 1991): Mahrez è partito in sordina, ma poi è lievitato alla distanza, incarnando il ruolo del leader come mai era stato capace di fare prima. Una cartolina: la pennellata su punizione alla Nigeria che è valsa la finale.

Youcef Belaïli (Algeria, 1992): La Coppa d’Africa di Belaïli è stata la redenzione, la seconda opportunità che tutti meritano nella vita. Chapeau per la forza mentale, e ora vediamo se per lui si apriranno nuovi scenari.

Odion Ighalo: (Nigeria, 1989): Già goleador principe delle qualificazioni, l’ex punta dell’Udinese si è rivelata letale anche in Egitto, laureandosi con 5 reti capocannoniere della trentaduesima edizione della Coppa d’Africa. Subito dopo, assieme al capitano John Obi Mikel, ha dato l’addio alla nazionale.

AllenatoreDjamel Belmadi (Algeria, 1976): Da traghettatore, Belmadi si è trasformato in uno straordinario condottiero, guadagnandosi la palma di miglior commissario tecnico della manifestazione. Con pieno merito: la sua Algeria ha giocato il calcio più spumeggiante del torneo.

Vincenzo Lacerenza
www.calcioafricano.com

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