Barracoon, di Zora Neale Hurston

di Matteo Merletto
Barracoon

Un documento eccezionale, arrivato alle stampe negli Stati Uniti solo l’anno scorso, ma che fu raccolto nel 1927 dalla viva voce di Cudjo Kossula Lewis: yoruba, all’epoca quasi ottantenne, era l’ultimo sopravvissuto dell’ultimo carico negriero, quello della goletta Clotilda, nel 1860, dall’Africa agli Stati Uniti. Cudjo racconta i cinque anni e mezzo di schiavitù in Alabama e la dura vita da libero, tra l’altro con la perdita di tutti i sei figli. Fu anche tra i fondatori di Africatown, il borgo creato da un gruppo di ex schiavi una volta constatata l’impossibilità del ritorno al Paese natale.

Ed è questo che distingue le presenti memorie dalle altre narrazioni di o su schiavi ed ex schiavi negli Usa: qui il peso specifico è dato dal fatto che il protagonista ben ricorda la sua parte di vita africana (aveva 19 anni al momento della cattura), e fornisce anche frammenti di informazioni di interesse etnografico; soprattutto descrive le crudeli fasi dell’incursione dei soldati e delle amazzoni del re del Dahomey fino alla reclusione nel barracoon, il recinto dei prigionieri, e alla vendita all’americano, all’imbarco, traversata e sbarco.

Questo libro, scrive Alice Walker nella dolorosa prefazione, «racconta in maniera diretta le atrocità che gli africani hanno inflitto gli uni agli altri, ben prima che alcuni africani in catene, traumatizzati, malati, disorientati e affamati giungessero via nave nell’inferno dell’Occidente». Ciò spiega perché, evidenzia l’autrice di Il colore viola, «in passato molti neri, in particolare gli intellettuali e i politici neri, abbiano avuto problemi ad affrontare questo testo». Aggiungeremo che Kossula, quasi en passant, osserva come a loro “africani” fosse riservato un atteggiamento discriminatorio anche dagli afroamericani di vecchia data…

Il libro propone anche un glossario e una postfazione in cui la curatrice Deborah G. Plant discute la questione dell’attendibilità di queste memorie e del ruolo che ebbe la Hurston, che sarebbe poi diventata una delle figure della Harlem Renaissance.

66thand2nd, 2019, pp. 187, € 15,00

(Pier Maria Mazzola)

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