Sono passati trent’anni dalla pubblicazione de La pelle giusta, lo studio dell’antropologa Paola Tabet sul razzismo considerato dal punto di vista dei bambini italiani. La situazione non è cambiata in meglio: il razzismo si continua a imparare in famiglia ma sempre più spesso “emana” anche dalle istituzioni. Al centro di questo piccolo saggio dal titolo provocatorio, rivolto principalmente a educatori e docenti, troviamo la riflessione sul razzismo inconsapevole e sulle sue svariate sfumature, nonché l’indicazione di una serie di strade volte alla decostruzione. L’autrice, italiana di origine rwandese, è da tempo impegnata nella valorizzazione delle arti e delle culture africane e nella denuncia del privilegio bianco.




