Sesso per voti, è scandalo in Nigeria e Ghana

di Enrico Casale
sesso per voti
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Ha sollevato un’ondata di sdegno l’inchiesta giornalistica che ha rivelato numerosi casi di molestie sessuali nelle migliori università dell’Africa occidentale. Politici e star del cinema dell’Africa occidentale hanno chiesto provvedimenti immediati per fermare il fenomeno e restituire prestigio agli atenei.

Tutto è partito da un’indagine della Bbc pubblicata lunedì. L’inchiesta, che è durata più di un anno, ha svelato violenze e molestie diffuse nell’Università di Lagos, in Nigeria, e nell’Università del Ghana. Video girati di nascosto mostrano docenti che proponevano favori sessuali a giornalisti sotto copertura.

Tre professori, due in Ghana e uno in Nigeria, sono stati sospesi in attesa di indagini. L’accademico nigeriano Boniface Igbeneghu non ha rilasciato commenti. I due ghanesi, Ransford Gyampo e Paul Kwame Butakor, hanno negato di offrire «sesso in cambio di voti».

Il servizio giornalistico ha messo in evidenza un fenomeno ben noto: alcuni accademici usano la loro posizione per costringere gli studenti a fare sesso. La First Lady della Nigeria, Aisha Buhari, ha dichiarato che l’attuale situazione «deve semplicemente cambiare». «Non è più sufficiente mettere le accuse sotto il tappeto o costringere le vittime a ritirare le loro accuse, vittimizzarle o stigmatizzarle», ha aggiunto. La first lady dello Stato di Ekiti, Bisi Fayemi, ha rivelato di essere stata anch’essa vittima di molestie sessuali: «È tempo per noi di parlare, e coloro che rivelano questo scandalo devono essere sostenuti e non zittiti. Perché la cultura del silenzio è durata abbastanza a lungo».

Il titolo del film Sex for Grades è diventato un hashtag su Twitter in Nigeria e in Ghana, con centinaia di migliaia di citazioni e condivisioni. Molti utenti hanno condannato quanto visto nel film e hanno chiesto una risposta rapida, mentre altri hanno condiviso le proprie esperienze.

L’attrice nigeriana Dakore Egbuson-Akande ha dichiarato ai suoi 1,1 milioni di follower su Instagram: «Io ho sofferto anche questo». Ha aggiunto che spera che il video e la successiva discussione segnino l’inizio di un movimento in stile #TimesUp contro la violenza e le molestie sessuali nella regione.

«Le donne in Nigeria hanno sofferto ogni sorta di violenza e violenza sessuale per troppo tempo. Apriamo un dibattito serio su questo fenomeno – ha scritto in un post –. Puoi attaccare solo ciò che conosci».

 

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