di Maria Scaffidi
Con dieci nazionali qualificate e il Sudafrica subito in campo nel match d’esordio contro il Messico, il continente punta al bersaglio grosso. Sullo sfondo restano però le ombre dei costi dei biglietti e dei visti negati dalle autorità statunitensi
Fischio d’inizio ai Mondiali di calcio 2026 e l’Africa è subito protagonista. A inaugurare oggi il torneo sarà una sfida tra i padroni di casa del Messico – che ospitano la manifestazione insieme a Canada e Stati Uniti – e il Sudafrica. Dopo la partita di esordio, il Sudafrica (Girone A) se la vedrà con Corea del Sud e Repubblica Ceca.
Il drappello di dieci squadre africane è completato da Tunisia, Marocco, Algeria, Egitto, Costa d’Avorio, Ghana, Capo Verde, Senegal e Repubblica democratica del Congo. È la prima volta nella storia della Coppa del mondo che il continente si presenta con una rappresentanza così ampia. L’allargamento del torneo deciso dalla Fifa ha certamente inciso, ma non basta a spiegare il dato. A pesare è stata soprattutto la crescita strutturale del calcio africano, che da anni produce talenti, consolida federazioni e guadagna spazio nei grandi circuiti internazionali.
Se il sogno è portare per la prima volta la coppa del mondo in Africa, una prova su cui c’è sicuramente attesa è quella che aspetta il Marocco. Dopo essersi fermati in semifinale ai Mondiali del Qatar del 2022 (miglior risultato di sempre per una squadra africana, i campioni d’Africa si troveranno da subito davanti al Brasile di Carlo Ancelotti (il 14 giugno) in un girone C completato da Haiti e Scozia.
Il giorno dopo, un’altra grande del calcio africano, la Costa d’Avorio, dovrebbe avere vita più facile con l’Ecuador. Per gli ivoriani, la sfida più dura nel girone E sarà quella con la Germania. Più facile, almeno sulla carta, sarà la partita contro Curaçao.
Grande fiducia soffia nello spogliatoio della Tunisia per il passaggio di turno. L’allenatore Sabri Lamouchi (un passato da calciatore anche in Serie A con Inter, Parma e Genoa) comincerà con la Svezia il 15 giugno, e completerà il girone sfidando Olanda e Giappone. Per i nordafricani è la settima partecipazione ai Mondiali.
Capo Verde, seconda nazione più piccola a partecipare a una Coppa del Mondo, si confronterà al debutto il 15 giugno contro l’esperienza della Spagna, campione d’Europa in carica. Una prova difficile, ma l’ingrediente sorpresa potrebbe essere proprio l’entusiasmo con cui i capoverdiani stanno affrontando questa inedita prova. Nel girone H troveranno poi Arabia Saudita e Uruguay.
Chiuderà la giornata l’Egitto affrontando l’insidioso Belgio. Riflettori tutti puntati sulla stella Mohamed Salah per cui potrebbe essere l’ultimo Mondiale. Nel gruppo G, gli egiziani troveranno poi l’Iran e la Nuova Zelanda.
Un’altra partita ricca di aspettative e per mille motivi molto sentita è quella che vedrà di fronte il Senegal e la Francia, che parte tra le favorite per la vittoria finale. Ma anche il Senegal si presenta ai nastri di partenza forte di giocatori di talento (uno su tutti Sadio Mané) e in uno stato di forma molto buono, confermato da una classifica Fifa che la posiziona seconda tra le squadre del continente. La gara contro la Francia è in programma il 16 giugno, nel girone I i senegalesi troveranno poi il più modesto Iraq e l’insidia Norvegia, che nel girone di qualificazioni è arrivata davanti all’Italia.
Partenza subito difficile per l’Algeria che il 17 giugno avrà di fronte i campioni in carica dell’Argentina di un Lionel Messi non al meglio della forma e prossimo ai 39 anni. Ma il passaggio di turno, dando uno sguardo al resto del gruppo J (completato da Austria e Giordania), dovrebbe essere alla portata.
Una delle storie simbolo dei Mondiali è sicuramente quella della Repubblica Democratica del Congo (Rdc) che si è qualificata per la prima volta dopo 52 anni. La squadra africana ha battuto 1-0 la Giamaica nel suo spareggio intercontinentale e si presenta in una fase finale della Coppa del Mondo per la seconda volta: il precedente risale al 1974, quando il Paese si chiamava ancora Zaire. L’avvicinamento al torneo per i Leopardi d’Africa è stato però complicato dall’epidemia di Ebola scoppiata nel Paese a maggio, nonostante tutti i giocatori e buona parte dello staff risiedano fuori dalla Rdc. La nazionale ha rinunciato a un ritiro pre-mondiale previsto a Kinshasa, mentre alcuni componenti della delegazione hanno sono dovuti entrare prima negli Usa per svolgere una quarantena di 21 giorni. Al debutto, il 17 giugno, i congolesi scenderanno in campo contro il Portogallo di Cristiano Ronaldo, in un girone K completato da Uzbekistan e Colombia.
La prima giornata sarà chiusa dal Ghana. Altra squadra piena di stelle affermate, come Antoine Semenyo del Manchester City e Iñaki Williams dell’Athletic Bilbao, la squadra ghanese è sicuramente una di quelle da tenere d’occhio. Si comincia il 18 giugno con un’abbordabile Panama, poi il percorso di questo girone L si farà più complicato con sfide aperte a Inghilterra e Croazia.
Al di là dell’ovvio entusiasmo per il lato sportivo di questi Mondiali, sul torneo aleggiano diverse ombre, prime tra tutte i prezzi esorbitanti dei biglietti e le difficoltà di ingresso, in particolare negli Stati Uniti, dove si giocheranno 78 delle 104 partite, per i cittadini di alcuni Paesi africani partecipanti come Haiti, Senegal e Costa d’Avorio. Difficoltà che non valgono solo per i tifosi: pochi giorni prima dell’inizio della Coppa del Mondo, gli Usa hanno respinto all’arrivo l’arbitro somalo Omar Abdulkadir Artan, in possesso di un regolare visto.



