• Homepage
  • ARGOMENTI
    • NEWS
    • IN EVIDENZA
    • FOCUS
    • LO SCATTO
    • SOCIETÀ
    • ARCHIVIO ARTICOLI
    • AFRICA TV – VIDEO
    • NATURA
    • CONTINENTE VERO
    • IN VETRINA
  • EVENTI
    • Dialoghi sull’Africa 2026
    • Bella Ciao (registrazione)
    • Dialoghi (edizioni passate)
      • 2025
      • 2024
      • 2023
      • 2022
      • 2021
      • 2019
      • 2018
      • 2017
      • 2016
      • 2015
      • 2014
      • 2013
      • 2012
      • 2011
    • 100 Afriche – archivio
      • 2026
      • 2025
      • 2024
      • 2023
  • CORSI ONLINE
    • Arabo
    • Swahili
    • Wolof
  • MOSTRE
  • LA RIVISTA
    • CHI SIAMO
    • Per abbonarsi
    • Acquista copia singola
    • NUOVO NUMERO (4/2026)
    • PENULTIMO NUMERO (3/2026)
    • Dove trovare Africa
    • Promo docenti, studenti, scuole e biblioteche
    • Iscriviti alla newsletter
    • Coopera – inserto Ong
    • CONTATTI
  • Abbonamenti
  • VIAGGI DI AFRICA
    • PROSSIME PARTENZE
    • ALGERIA
    • BENIN
    • BENIN E TOGO
    • COSTA D’AVORIO
    • ETIOPIA (DANCALIA)
    • Etiopia (Monti Bale e Harar)
    • MADAGASCAR
    • MALAWI
    • MAURITANIA
    • REUNION
    • Rwanda e Burundi
    • SAO TOME
    • SENEGAL
    • UGANDA (GORILLA)
    • UGANDA (KARAMOJA)
  • shop
  • PROMO “Vini del Sudafrica”
  • Dialoghi sull’Africa 2026

Edizione del 14/08/2026

© Rivista Africa
Editore: Internationalia srl
P.IVA 11980111006

logo internationalia srl

Rivista Africa
La rivista del continente vero
Autore

AFRICA

AFRICA

    Black Lives Matter
    MIGRAZIONI e DIASPORESOCIETÀ

    Chi ha ancora paura dell’Uomo Nero?

    di AFRICA 11 Giugno 2020
    Scritto da AFRICA

    Amy Cooper è una donna “bianca”. Il 26 maggio scorso passeggia con il suo cane al Central Park a New York, quando un uomo “di colore”, Christian Cooper (che per ironia della sorte porta il suo stesso cognome), le chiede di legare al guinzaglio il cane, come previsto dal regolamento del parco. Quello che succede dopo è divenuto di visibilità pubblica, addirittura un video virale: nella registrazione che intanto Mr. Cooper realizza, si vede la donna terrorizzata chiamare la polizia per denunciare che un afroamericano – ci tiene a precisare – la sta minacciando.

    Questioni di razza: il pregiudizio e la paura del “nero”

    Quello stesso giorno, lo scrittore e produttore John Blake titola sulla Cnn  C’è un’epidemia di cui non potremo mai trovare il vaccino: la paura dell’uomo nero nello spazio pubblico. Tutto questo avveniva il giorno dopo l’omicidio da parte di un agente di polizia “bianco” dell’afroamericano Georges Floyd.

    Questa faccenda fa comprendere come purtroppo siano ancora attuali questioni come il razzismo e categorie come quelle di “razza”: concetto ormai desueto e privato anche dalle sue presunte basi scientifiche, a partire dalla scoperta del DNA da parte delle teorie di molti genetisti. Tuttavia, la categorizzazione razziale continua a sopravvivere nella nostra società, così come il pregiudizio nei confronti di persone dalla pelle “nera”, tra i gruppi umani che più nella Storia sono stati discriminati. L’antropologo Marco Aime affronta questi temi nel suo ultimo libro Classificare, separare, escludere. Razzismi e Identità (Einaudi 2020). Intervistato, commenta a tal proposito: «la categoria della razza continua ad esserci per il semplice fatto che semplifica la vita e dà una risposta immediata, senza problematizzare nulla, alle differenze somatiche che esistono tra i vari gruppi umani, su cui abbiamo costruito dei pregiudizi attribuendo a questa presunta razza anche caratteristiche e abitudini culturali. In realtà, i diversi tratti somatici sono dovuti a questioni di adattamento, più che a questioni di tipo genetico. E’ un concetto che continua a essere utile per definire il “Noi”». Nel suo libro,  aggiunge: «E’inutile tentare di smontare idee razziste su basi scientifiche: il razzista crede nella sua narrazione e ha bisogno dell’Altro per sentirsi migliore».

    Manifestazione Milano contro razzismoRazza e pregiudizio: concetti dunque che semplificano e si rivolgono alla pancia delle persone piuttosto che alle loro intelligenze. E la paura? Se alcune persone percepiscono tale stato d’animo nei confronti delle persone di colore, in particolare negli Usa, non è soltanto a causa della propaganda di criminalizzazione che spesso nella Storia più recente accompagna leggi o atteggiamenti discriminatori quando non aggressivi per legittimarli, come è successo appunto negli Stati Uniti con gli afro-discendenti. Purtroppo, come ci ricorda l’antropologo statunitense Clifford Geertz, «l’uomo è un animale impigliato nelle reti di significati che egli stesso ha tessuto», e i colori fanno parte di queste simbologie culturalmente determinate: così, l’ostilità e il timore del nero affonda le sue radici anche nella simbologia della cultura occidentale, in cui il nero è il colore del lutto, della rabbia, dell’illegale (si pensi al mercato e al lavoro “nero”) e della paura: chi di noi non è cresciuto con il terrore che arrivasse l’Uomo Nero, mentre ci cantavano la più famosa ninna nanna da piccoli? Aggiunge Aime: «c’è poi da dire che il “nero” è stato interiorizzato prima per lo schiavismo e poi per il colonialismo. Nel caso degli Stati Uniti è particolare perché il nero negli Usa è quasi automaticamente schiavo. Come dice James Baldwin i “negri” esistono solo negli Stati Uniti, perché in altre parti sono “neri” o africani. Il concetto di “negro” come lo conosciamo oggi è il prodotto della storia». Domenica 7 giugno, durante le manifestazioni antirazziste dominate dallo slogan del movimento “Black lives matter” a Bristol, la folla ha abbattuto la statua di un trafficante di schiavi inglese; stessa cosa sta accadendo in questi giorni in altre città europee con diverse statue di personalità del periodo coloniale o della tratta di schiavi, simboli di un passato ora più che mai considerato oscuro e imbarazzante. «È più difficile spezzare un atomo che un pregiudizio», disse Albert Einstein: vero, ma forse non impossibile.

                                                     
    Oltre le categorie

    Prima ancora che al “criminale”, la persona di pelle nera è stata associata dunque allo “schiavo”. Figura che in parte della letteratura americana ha diffuso invece il cliché opposto del “negro” buono, di cui non aver paura…come il vecchio zio Tom, di cui tutti noi abbiamo letto da bambini: uno degli esempi di come favole e romanzi forgino categorie culturali e alimentino stereotipi fin dalla nostra infanzia. «Eppure, ne La Capanna dello zio Tom si ritrovano segni della paura dell’autrice stessa, una sorta di protezione letteraria, per così dire. O forse Stowe è semplicemente sensibile all’apprensione del lettore. Per esempio, come si può, nel XIX secolo, rendere sicuro l’ingresso nello Spazio Nero? (…) Harriet Beecher Stowe non scrisse La capanna dello zio Tom perché lo leggessero lo stesso zio Tom, la zia Chloe o qualsiasi altro nero. Il pubblico a lei contemporaneo era fatto di bianchi che avevano bisogno della romantizzazione», scrive la scrittrice afroamericana Tony Morrison ne L’origine degli altri (Ed.Frassinelli, 2018). Scrittrice “afroamericana”, appunto. Come sottolinea Aime sempre nel suo ultimo libro, se Bush era un presidente, Obama un presidente “nero”. A nessuno verrebbe in mente di definire Robert De Niro un attore “euro-americano” o Bruce Lee “asio-americano”.  Un linguaggio politically correct che però cela un continuo bisogno di categorizzare, e dunque separare, quando si parla di persone dalla pelle scura. In questo senso, è un gioco paradossale che ci coinvolge tutti, compresi coloro che vogliono opporsi al razzismo e che in questo modo finiscono per reiterare una certa categorizzazione razziale: pensiamo per esempio alla campagna e al movimento contro l’odio razziale ripresa ultimamente negli Usa come reazione all’omicidio di George Floyds, “Black lives matter”. Come se le vite dei neri fossero a parte: la difesa dei diritti alla vita, come di qualsiasi altro diritto, sono e devono essere rivendicate come universali.

    Oggi coesistono in Italia e ovunque nel mondo vecchi e nuovi tipi di razzismo, da quello più palese ed esplicito che si basa ancora su un concetto di “razza”, a quello più velato della battuta e dell’insinuazione (che il filosofo camerunese Achille Mbembe chiama “nanorazzismo”), o ancora a quello “in buona fede”, dell’atteggiamento pietista o paternalista, che considera i gruppi umani in questione come “poverini”: in ogni caso una forma di inferiorizzazione, in cui l’Altro non è considerato alla pari. Infine, c’è anche chi, come il filosofo spagnolo Fernando Savater citato da Aime nel libro, attacca i sostenitori della diversità da entrambi le parti accusando chi, come per esempio i sostenitori del multiculturalismo, esaltano le specificità culturali di diversi gruppi umani anzichè sostenere che la ricchezza umana risiede proprio nella nostra fondamentale somiglianza, al di là di ogni differenza.

    Nuove identità, nuove generazioni

    In Italia, difficilmente capita di vedere una persona dalla pelle scura intervistata al fine di avere la sua opinione in base alle sue competenze. Lo denuncia lo stesso scrittore e giornalista italo-senegalese Pap Khouma durante una video-conferenza organizzata da Italia Africa Business Week, a cui ha partecipato anche il direttore editoriale di Africa, Marco Trovato. «Quando ci intervistano ci chiedono innanzitutto da dove veniamo, da quanto tempo siamo in Italia, anzichè concentrarsi sul tema in oggetto, denuncia Khouma».

    L’Italia può essersi considerato finora un paese “monoculturale”, come lo definisce Aime: a caratterizzare il nostro Paese sono un’ uniformità di lingua (pur sempre relativa), di cultura e di religione (cristiana cattolica). l’Italia non è né la società creola del Brasile, né il risultato di melting pot di culture e lingue come altri Paesi africani o sudamericani; non vi sono comparsi gli schiavi nel XIX secolo, né gli immigrati africani dal dopoguerra come successo principalmente nelle grande potenze coloniali del tempo, in Francia e in Gran Bretagna, ma anche in altri paesi europei. Tuttavia, a iniziare a far capire il bisogno di una rivoluzione prima di tutto culturale e antropologica nel nostro Paese è stata negli ultimi decenni la comparsa dei migranti, cosa a cui non eravamo abituati, essendo fino a poco tempo prima unicamente noi italiani a emigrare. A questo punto la propaganda di determinati movimenti e partiti politici ha additato come nuova categoria da criminalizzare e da rappresentare come il capro espiatorio della crisi economica e di ogni male sociale quella del “migrante”: nuova etichetta che in realtà appiattisce migliaia di persone dalle provenienze, culture e storie diverse. Così, è iniziata la ciclica paura dell’ “invasione”: nei primi anni Novanta nei confronti degli albanesi, poi dei maghrebini, oggi degli africani e così via. Secondo Aime, la categoria di razza si cela dietro a quello su cui movimenti “localisti” e governi denominati oggi “sovranisti” e “populisti” basano le loro retoriche, ovvero a concetti di “identità culturali”: «di fatto, l’idea di razza cacciata dalla porta è rientrata dalla finestra con maschere nuove, come quella dell’identitarismo» .

    Manifestazione black lives matter

    Per tali realtà il concetto di identità è rappresentato come fosse un’entità già data, fissa e rigido. Come Aime stesso ci ricorda: «di fatto questa lettura è la negazione della storia, da sempre le culture si sono scambiate, mescolate, meticciate. Oggi si parla di multiculturalismo, ma di fatto si sa già che ogni cultura è già multiculturale, ovvero il prodotto di molti scambi: esattamente come ci siamo scambiati allegramente spermatozoi, ci siamo anche scambiati idee, concetti, parole e significati».

    Quale futuro allora per un’Italia che solo ora sta iniziando a de-costruire non solo il concetto di razza, ma che in un contesto di globalizzazione in cui tutti siamo chiamati a confrontarci con diversi modi di pensare e di vivere, e in cui ancor più compaiono nell’arena pubblica e sociale individui che incarnano essi stessi molteplici identità, come figli di immigrati o di coppie miste, deve fare i conti con un concetto di identità fluide, in evoluzione, plurime? Il cambio di paradigma avverrà soprattutto con loro, con le nuove generazioni, di cui fanno parte anche quei tanti giovani e giovanissimi, addirittura bambini, italiani “bianchi”, “neri” e di tutte le sfumature di pelle che hanno partecipato alle manifestazioni antirazziste nelle città italiane il 6 e 7 giugno scorso. La scommessa ancora una volta è nel non categorizzarle, cosa che già si fa quando si parla di “seconde generazioni” o “G2” per designare soggetti che altro non sono che nuovi cittadini: individui che si ritroveranno – e si ritrovano già –  tutto il mondo nella propria classe a scuola, anticamera della società. Piccole donne e uomini che non vedranno una persona di colore solo in Tv trattato da presunto criminale o nelle figure del libro sul buon vecchio schiavo dello zio Tom, ma che magari ci parleranno ogni giorno a scuola. E troveranno normale che la pelle di ognuno abbia sfumature diverse: anzi, se facciamo sì da non continuare noi “grandi” a ricreare razze e categorie, non le noteranno neanche.

    *Le fotografie sono relative alla manifestazione antirazzista Black Lives Matter a Milano del 7 giugno.

    (Testo, foto e video-intervista di Luciana De Michele)

    Condividi
    11 Giugno 2020 0 commentI
    3 FacebookTwitterPinterestEmail
  • ECONOMIA

    Un treno da Addis Abeba a Port Sudan: c’è il prestito

    di AFRICA 10 Giugno 2020
    10 Giugno 2020

    I governi di Etiopia e Sudan hanno avviato uno studio di fattibilità per un progetto ferroviario da 1.522 chilometri che collegherebbe Addis Abeba a Port Sudan via Khartoum. Lo ha …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Ciad | Elezioni ancora rinviate

    di AFRICA 10 Giugno 2020
    10 Giugno 2020

    Le elezioni legislative previste in Ciad il 13 dicembre 2020 e già più volte rinviate sono state nuovamente spostate a data da destinarsi a causa dell’epidemia di coronavirus. Lo ha …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • AFRICA TV - VIDEO

    Dakar | Studenti in piazza per George Floyd

    di AFRICA 10 Giugno 2020
    10 Giugno 2020

    «No justice no peace», «Black dignity», «Stop police brutality». Sono solo alcuni degli slogan che hanno caratterizzato la manifestazione che gli studenti della Université Cheikh Anta Diop di Dakar hanno …

    1 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Etiopia | Covid-19, primi casi nei campi profughi

    di AFRICA 10 Giugno 2020
    10 Giugno 2020

    L’Etiopia ha registrato i primi casi di Covid-19 tra la sua vasta popolazione di rifugiati, suscitando il timore di una rapida diffusione del contagio in un gruppo già considerato ad …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • ECONOMIA

    Togo | Boom dell’export di prodotti agricoli e bio

    di AFRICA 10 Giugno 2020
    10 Giugno 2020

    Tra il 2018 e il 2019 il Togo ha più che raddoppiato le sue esportazioni di prodotti agricoli e biologici verso l’Unione europea, passando da 22mila a 45mila tonnellate e …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Covid-19 | Nigeria, ecco cosa dice uno studio sulle morti sospette

    di AFRICA 9 Giugno 2020
    9 Giugno 2020

    Il ministro della Sanità nigeriano Osagie Ehanire ha affermato che fino al 60 per cento di quasi mille morti inspiegabili nello Stato settentrionale di Kano erano probabilmente dovute a Covid-19. …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Spagna | Banditi i simboli sahrawi

    di AFRICA 9 Giugno 2020
    9 Giugno 2020

    Importante decisione della Corte Suprema spagnola che ha bandito l’utilizzo, su tutto il territorio nazionale, della bandiera e di qualsiasi altro simbolo della Repubblica Democratica Araba dei Sahrawi, l’auto-proclamato Stato, …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • MIGRAZIONI e DIASPORE

    Bintou e Uwaila: anche a Modena Black Lives Matter

    di AFRICA 9 Giugno 2020
    9 Giugno 2020

    Le ideatrici della partecipata manifestazione modenese sono due giovanissime di origine africana

    1 FacebookTwitterPinterestEmail
  • AFRICA TV - VIDEO

    Baaba Maal: «George Floyd? Ora pene esemplari»

    di AFRICA 8 Giugno 2020
    8 Giugno 2020

    Inevitabilmente anche il continente africano è stato scosso dal brutale assassinio dell’afroamericano George Floyd. Ha commentato i fatti di Minneapolis anche Baaba Maal, uno dei musicisti senegalese più rappresentativi. Nel …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • IN VETRINALibri

    Prima di scrivere, di J.M. Coetzee

    di AFRICA 7 Giugno 2020
    7 Giugno 2020

    Pochi lo sanno, ma, prima di scegliere la scrittura, John Maxwell Coetzee aveva avuto l’intenzione di diventare fotografo. «Leggevo libri sulla fotografia e mi sforzavo di imitare al meglio il …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • CINEMA

    Cannes 2020, tre film dal Nordafrica

    di AFRICA 7 Giugno 2020
    7 Giugno 2020

    Quest’anno, a causa del coronavirus, il Festival di Cannes non ha avuto luogo a maggio e non avrà luogo entro l’anno. Il presidente Pierre Lescure e il delegato generale Thierry …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • FOCUS

    Sudan, tra caos e speranza

    di AFRICA 6 Giugno 2020
    6 Giugno 2020

    La via della democrazia in Sudan è lastricata di problemi e tranelli. E, probabilmente, non basterà nemmeno la diplomazia delle “bollicine”. La cacciata di Omar al-Bashir, il deposta sanguinario, dopo …

    1 FacebookTwitterPinterestEmail
  • BazarIN VETRINA

    Un tocco d’Africa in casa

    di AFRICA 5 Giugno 2020
    5 Giugno 2020

    Arredamento etnico, soprammobili, oggettistica, tessuti, cuscini, borse, tende, copriletti della tradizione e dell’artigianato africano e orientale. Tutto questo vi attende all’African Oriental Craft, storico negozio in zona Isola a Milano …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • CINEMA

    Cinema | “Matares”, la dolorosa favola di Benhadj

    di AFRICA 5 Giugno 2020
    5 Giugno 2020

    Ambasciatore dell’umanità: questo il premio che il CIR (Consiglio Italiano per i Rifugiati) ha assegnato al regista algerino Rachid Benhadj per il suo film Matares, che sarà possibile vedere on …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • 1
  • …
  • 59
  • 60
  • 61
  • 62
  • 63
  • …
  • 617

Africa Rivista

Via Fabio Massimo, 19 – 20139 Milano
Tel. 02.80898696
Cell. 375.5353235
Fax 06.92933897
Email: info@africarivista.it
Abbonamenti: segreteria@africarivista.it

Per abbonarsi alla rivista

Online


Bonifico Bancario
IBAN:  IT 65 H030 3203 2100 1000 0291 446
Intestato a Internationalia s.r.l.
SWIFT/BIC: BACRIT21302


Conto Corrente Postale
CCP n° 1049863846 – Intestato a Internationalia srl, Via Conca d’Oro, 206 – 00141 Roma 

Argomenti

ISCRIVITI ORA

ULTIMI ARTICOLI

  • Lo scontro decisivo per le sorti del Mali si sposta a Gao

    14 Agosto 2026
  • A Roma un giardino sarà intitolato all’eroe dell’indipendenza capoverdiana Amilcar Cabral

    14 Agosto 2026
  • La Corte costituzionale del Sudafrica conferma la sospensione dell’impeachment per Ramaphosa

    13 Agosto 2026
  • Un traghetto si capovolge sul lago Kariba in Zimbabwe: almeno 44 morti

    13 Agosto 2026
  • In Mauritania un forum nazionale per tutelare i manoscritti antichi

    13 Agosto 2026
  • CHI SIAMO
  • PER ABBONARSI
  • VIAGGI DI AFRICA
  • CONTATTI
  • PUBBLICITA’ SU AFRICA
  • PRIVACY
  • INFORMATIVA

Edizione del 14/08/2026

© Rivista Africa
Editore: Internationalia srl
P.IVA 11980111006

logo internationalia srl