Sono almeno 80 le persone sequestrate da bande armate nel fine settimana nel nord della Nigeria. Le vittime, donne e bambini provenienti da comunità rurali, sono state rapite da gruppi criminali, che i media nigeriani descrivono come banditi, in due attacchi sepatai negli stati del Niger e di Zamfara.
Questi villaggi, luoghi molto isolati, sono regolarmente bersaglio di attacchi, nonostante le operazioni di sicurezza messe in atto dalle autorità nigeriane.
Il primo attacco è avvenuto sabato nella comunità rurale di Rimi, nello Stato del Niger: il gruppo armato ha seminato il terrore nella zona e, secondo quanto riportato da fonti di sicurezza citate da Afp, diverse decine di persone sono state rapite e portate nella vicina foresta di Ma’undu. La maggior parte di loro erano donne. Il giorno seguente, un altro attacco a Maigama Maraike e in altri villaggi limitrofi, nel vicino stato di Zamfara, ha causato morti e molte donne e bambini sono stati rapiti.
Secondo diversi testimoni oculari citati da Afp, i banditi avrebbero agito per rappresaglia dopo che diversi membri della loro comunità sono stati uccisi dalle milizie locali. Tra luglio 2025 e giugno 2026, la società di consulenza Sbm intelligence stima che siano stati pagati quasi 7,78 miliardi di naira, pari a 5,1 milioni di euro, per il rilascio di ostaggi.



