Antiterrorismo in Mali, il bilancio di novembre

di Valentina Milani
soldato del Mali

Secondo la forza congiunta del G5 Sahel, durante le prime due settimane di novembre nel Mali centrale e settentrionale, diversi combattenti terroristici sono stati uccisi, numerose armi sequestrate e fabbriche di esplosivi distrutte.

A prendere parte alle operazioni sono stati più di 1400 militari del G5 Sahel, nello specifico di Mali, Burkina Faso e Niger, sostenuti dalla forza Barkhane francese. Tutte le truppe erano concentrate in territorio maliano nella zona comunemente conosciuta come il “Gourma”, cioè in una parte della regione di Gao.

Secondo le dichiarazioni ufficiali, sono stati uccisi o catturati 25 terroristi in due settimane,  sequestrate diverse dozzine di moto e distrutto uno dei mezzi di trasporto dei jihadisti. Sono inoltre stati ritirati 100 telefoni che potrebbero essere una vera e propria ricchezza di informazioni. È stato anche trovato un laboratorio per la realizzazione di ordigni esplosivi improvvisati.

Barkhane, che ha sostenuto gli interventi, è la più grande operazione esterna in cui l’esercito francese è impegnato, ormai da cinque anni. Circa 4500 militari francesi sono dispiegati in cinque Paesi: Mali, Mauritania, Burkina Faso, Niger e Ciad, con un bilancio annuale di 700 milioni di euro.

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