La Namibia aumenta i controlli alle frontiere a causa dell’afta epizootica

di Tommaso Meo
Namibia

Giro di vite ai valichi di frontiera dell Namibia per i viaggiatori e gli escursionisti provenienti dal Sudafrica e diretti al Fish River Canyon. Le autorità namibiane hanno intensificato i controlli e l’applicazione delle normative veterinarie contro l’afta epizootica, provocando un sensibile aumento dei sequestri di generi alimentari vietati. La misura colpisce in modo particolare gli appassionati di trekking che si preparano ad affrontare i diversi giorni di cammino nel celebre canyon e che sono soliti portare con sé le provviste da casa.

In base alle severe linee guida introdotte per proteggere il bestiame dello Stato da focolai riscontrati in alcune aree del territorio sudafricano, è rigorosamente vietata l’importazione di numerosi prodotti di origine animale, tra cui carne bovina, ovina, suina e avicola. Le restrizioni interessano anche alcuni prodotti caseari, la frutta e la verdura fresca, e perfino la legna da ardere. Si tratta di un cambiamento radicale per i tradizionali flussi turistici della regione, abituati a viaggiare con scorte di biltong (carne essiccata, marinata, speziata e tagliata a strisce), droëwors (salsiccia speziata con semi di coriandolo) e carne per i tipici barbecue braai.

Le guardie di frontiera richiedono ora dettagliate dichiarazioni sulle merci trasportate e sono autorizzate a ispezionare minuziosamente veicoli, rimorchi e contenitori termici, obbligando inoltre i passeggeri a transitare su tappeti disinfettanti. Gli enti del turismo e gli esperti raccomandano quindi di viaggiare esclusivamente con alimenti a lunga conservazione, secchi o in scatola, e di acquistare i prodotti freschi e la carne solo dopo l’ingresso nel Paese. I punti di rifornimento consigliati lungo la rotta includono le località di Karasburg, Grünau, Keetmanshoop e l’area di Namgate.

Condividi

Altre letture correlate: