Dopo 35 anni di isolamento il Somaliland apre a Gerusalemme la sua prima ambasciata

di Tommaso Meo

È in programma oggi l’inaugurazione ufficiale a Gerusalemme dell’Ambasciata del Somaliland in Israele, un evento considerato storico per un Paese che finora non aveva alcun riconoscimento internazionale. Per questo motivo si trova in Israele da ieri in visita ufficiale il presidente del Somaliland Abdirahman Mohamed Abdullahi.

Nel corso della sua prima giornata in Israele, Abdullahi ha incontrato il presidente israeliano Isaac Herzog: «Si tratta della prima visita di Stato di un presidente della Repubblica del Somaliland in un altro Paese, e siamo profondamente grati allo Stato di Israele per aver scelto di accoglierci con tale onore in questa occasione storica», ha detto Abdullahi.

«Il Somaliland ha dialogato e ha cercato di entrare in contatto con i leader mondiali negli ultimi 35 anni. A loro veniva posta una sola domanda: quella di incontrarci» ha continuato. «Solo un Paese ha desiderato incontrarci e riconoscere il Somaliland, ed è il governo di Israele e il suo popolo».

Il Somaliland gode di una posizione strategica sul Golfo di Aden e dispone di una propria moneta, di un proprio passaporto e di un proprio esercito, ma ha faticato finora a ottenere il riconoscimento internazionale.

Herzog ha detti che la visita di Abdullahi «simboleggia il grande potenziale di questa meravigliosa nuova partnership», secondo quanto riportato nel comunicato, aggiungendo di sperare in una maggiore cooperazione bilaterale in una serie di settori. «Entrambi affrontiamo la minaccia dell’estremismo radicale. Entrambi cerchiamo sicurezza e stabilità nella regione e nel Corno d’Africa. Entrambi riconosciamo l’importanza di proteggere la libertà marittima».

La visita arriva poche settimane dopo che Israele ha nominato il suo primo ambasciatore in Somaliland, una mossa reciproca dopo che la piccola nazione africana aveva nominato il proprio inviato nel Paese mediorientale. Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar si era recato in Somaliland a gennaio, un viaggio che aveva suscitato una forte condanna da parte della Somalia, secondo cui si trattava di una «incursione non autorizzata».

Il riconoscimento di Israele ha suscitato critiche da parte dell’Unione Africana e della Lega Araba che considerano la mossa una minaccia all’integrità territoriale della Somalia. Anche l’Unione Europea ha criticato la decisione, mentre gli Stati Uniti hanno dichiarato di continuare a riconoscere l’integrità territoriale della Somalia, «che include il territorio del Somaliland».

Situata nel Corno d’Africa, la regione settentrionale del Somaliland si trova dall’altra parte del Golfo di Aden rispetto allo Yemen, dove gli Houthi controllano il territorio, rendendola strategicamente preziosa. Diversi osservatori ritengono che le relazioni con il Somaliland fornirebbero a Israele un migliore accesso al Mar Rosso, consentendogli di colpire più facilmente gli stessi ribelli Houthi ma anche l’Iran.

Avere ua un piede nel Somaliland per Israele può avere anche grande rilevanza economica, perché quel tratto di mare su cui si affaccia è lo stesso che porta al Canale di Suez ed è di presidio a una quota importante del commercio globale; e si sposa poi con le mosse che proprio in Somaliland hanno portato avanti gli Emirati Arabi Uniti e l’Etiopia, Paesi con cui Israele ha interessi in comune.

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