Algerini ancora in piazza: «Ricambio al potere!»

di Enrico Casale
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Migliaia di manifestanti hanno manifestato ieri ad Algeri per la quattordicesima settimana consecutiva. I dimostranti chiedevano la rimozione dei funzionari legati all’ex presidente Abdelaziz Bouteflika e il rinvio delle elezioni prevista a luglio. La polizia ha stretto un cordone di sicurezza attorno al Grand Post Office nel centro di Algeri dove i manifestanti si erano ammassati nelle settimane precedenti. Ma questo non ha impedito alla gente di radunarsi vicino all’edificio dove ha scandito slogan contro il potente capo dell’esercito, il tenente generale Ahmed Gaid Salah. I dimostranti avevano cartelloni contro Salah, accusandolo di tentare di «contrastare la loro rivoluzione». I manifestanti hanno cantato: «Siamo stanchi dei generali!”» e  «Gaid Salah devi dimetterti!».

Nel frattempo, un attivista del Partito socialista operaio algerino ha scritto su Facebook che era detenuto «con altri 20 cittadini in un furgone della polizia». «Le pattuglie hanno attraversato la città e arrestato chiunque sospettato di unirsi alle proteste», ha affermato Said Salhi, vice presidente della Lega algerina per la difesa dei diritti umani, su Twitter.

Proteste simili, oltre che nella capitale, sono scoppiate nelle altre principali città dell’Algeria, tra cui Annaba, Orano e Costantina.

Dopo quasi due decenni al potere, Bouteflika si è dimesso il 2 aprile nel mezzo di un’ondata di proteste di massa in tutto il Paese che sono state scatenate dalla sua decisione a febbraio di correre per il quinto mandato. I dimostranti vogliono che venga istituita un’autorità transitoria che  modifichi la Costituzione e consenta che si svolgano elezioni libere.

Chiedono anche la rimozione dei collaboratori di Bouteflika, tra cui il primo ministro Noureddine Bedoui e il presidente ad interim Abdelkader Bensalah, che sono stati nominati dai leader giorni prima di dimettersi. Mentre Bensalah e Bedoui non hanno parlato molto in pubblico, Salah ha tenuto tre discorsi nelle ultime settimane. Lunedì scorso, Salah ha messo in guardia contro le richieste dei manifestanti di rinviare le elezioni, fissate per il 4 luglio, sostenendo che le elezioni sono il modo migliore per far uscire il Paese dall’attuale crisi politica.

Martedì scorso, il capo dell’esercito di 79 anni ha invitato i manifestanti a «unirsi» all’esercito per impedire agli «istigatori» di dirottare le manifestazioni, e mercoledì ha rassicurato il pubblico che non aveva «nessuna ambizione politica».

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