La Francia semplifica il ritorno dei beni culturali africani nei Paesi d’origine

di Tommaso Meo
arte africana

L’Assemblea nazionale francese ha approvato una legge che semplifica la restituzione dei beni culturali africani sottratti durante il periodo coloniale, superando l’obbligo di votare un provvedimento caso per caso. Il testo, già passato al Senato, è stato adottato il 13 aprile all’unanimità con 170 voti favorevoli, introducendo un nuovo meccanismo: basterà il parere di un comitato scientifico composto da esperti francesi e dei Paesi di origine per autorizzare la restituzione.

Come riporta Radio France Internationale (Rfi), la ministra della Cultura Catherine Pégard ha definito la legge “attesa in tutto il mondo” e capace di “aprire una nuova pagina della storia”, richiamando gli impegni assunti dal presidente Emmanuel Macron.

Nonostante il consenso generale sul principio, restano divergenze politiche. Il Rassemblement National teme che il provvedimento favorisca una «politica di pentimento» e sottolinea l’esclusione degli oggetti militari, mentre a sinistra si critica il perimetro limitato della legge, che riguarda il periodo 1815-1972 e non include le collezioni private.

Critiche sono emerse anche per l’assenza del termine «colonizzazione» nel testo, giudicata da alcuni deputati una forma di rimozione storica. Tra le modifiche approvate figura inoltre l’introduzione di un censimento annuale delle opere contese per garantire maggiore trasparenza

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