Il Togo ha annunciato l’intenzione di presentare una mozione formale alle Nazioni Unite per richiedere l’adozione di un planisfero che rispetti le reali proporzioni geografiche del continente africano, abbandonando la storica proiezione di Mercatore. La notizia, confermata dal ministro degli Esteri, Robert Dussey, segna un passo decisivo nella campagna internazionale volta a correggere quella che viene definita come una “disinformazione cartografica” lunga quattro secoli.
L’iniziativa del Paese dell’Africa occidentale si inserisce in un solco già tracciato dall’Unione africana, che lo scorso anno aveva dato il via alla campagna Correct the map. Il cuore della polemica risiede nella distorsione generata dalla mappa di Mercatore, creata nel 1569 per scopi puramente nautici: questa rappresentazione tende a ingrandire a dismisura le aree vicine ai poli, come la Groenlandia e il Nord America, rimpicciolendo drasticamente le terre situate lungo l’equatore. Nella realtà, l’Africa ha una superficie di oltre 30 milioni di chilometri quadrati, un’estensione tale da poter contenere agevolmente Stati Uniti, Cina, India e gran parte dell’Europa messi insieme.
Secondo il ministro Robert Dussey, non si tratta di una questione meramente accademica o estetica, ma di una battaglia politica e d’identità. La costante sottorappresentazione visiva ha alimentato per secoli la percezione di un’Africa marginale, influenzando i programmi scolastici, le narrazioni mediatiche e persino le decisioni di politica internazionale. Il Togo propone ora l’adozione di proiezioni alternative, come la Equal Earth o la Gall-Peters, che mantengono le corrette proporzioni delle superfici terrestri.
La richiesta ufficiale che il Paese presenterà all’Assemblea generale punta a ottenere un voto che impegni le organizzazioni internazionali e i governi a rivedere gli standard cartografici. Il movimento ha già raccolto il sostegno di diverse organizzazioni civili, tra cui Africa no filter e Speak up Africa, che sottolineano come una percezione distorta dello spazio influisca inevitabilmente sulla percezione del peso economico e demografico del continente. Sebbene la proiezione di Mercatore rimanga utile per la navigazione aerea e marittima grazie alla conservazione degli angoli, la diplomazia di Lomé spinge affinché la verità geografica torni a essere il pilastro della conoscenza globale.



