Confermate le condanne ai tifosi senegalesi per gli scontri durante la finale di Coppa d’Africa

di Tommaso Meo
tifosi camerun

La giustizia marocchina ha confermato le condanne per i 18 tifosi senegalesi coinvolti negli scontri n occasione della finale della Coppa d’Africa (Can) di calcio che si è giocata in Marocco il 18 gennaio. Il verdetto della Corte d’appello di Rabat ha stabilito pene severe, scatenando un’ondata di sdegno in Senegal. Nove persone sono state condannate a un anno di reclusione, sei hanno ricevuto una condanna a sei mesi, mentre gli ultimi tre tifosi senegalesi (con doppia cittadinanza) potranno fare rientro nel proprio Paese tra pochi giorni, avendo già scontato tre mesi di detenzione.

Subito dopo la lettura della sentenza, i social media senegalesi sono stati invasi da messaggi di protesta che oscillano tra l’accusa di una «caccia alle streghe» e la denuncia di un processo privo di fondamento. Patrick Kabou, uno degli avvocati della difesa, ha affidato a Facebook il suo duro sfogo parlando di «follia» e sottolineando la totale assenza di prove concrete che potessero giustificare una simile decisione giudiziaria.

Sulla stessa linea si è schierata la Federazione calcistica senegalese attraverso le parole del suo segretario generale, Abdoulaye Saydou Sow, che ha denunciato un inaccettabile «doppio standard» nelle aule di tribunale. Il dirigente sportivo ha spiegato ai microfoni di Rfi che l’unico reato commesso dai 18 tifosi è stato quello di aver assistito a una finale vinta dalla propria squadra, aggiungendo che se anche fossero stati compiuti atti riprorevoli, la punizione avrebbe dovuto essere proporzionata. Sow ha inoltre puntato il dito contro la strana assenza di cittadini marocchini davanti ai giudici, nonostante la rissa avesse coinvolto entrambe le fazioni, affermando che il mondo intero sta assistendo a uno scontro che è uscito dai confini dello stadio per trasformarsi in una questione di dignità nazionale.

La vicenda tocca da vicino la numerosa comunità senegalese residente nello Stato maghrebino. Secondo le stime fornite da Dakar nel marzo 2025, sono circa 200.000 i senegalesi che abitano in Marocco, un dato che spinge molti a invocare l’intervento immediato della diplomazia per ricucire lo strappo. La palla passa ora al ministro degli Esteri, Yassine Fall, chiamata a gestire una crisi che rischia di pesare sui futuri equilibri regionali.

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