Africa – L’Aids è ancora un’emergenza

di Enrico Casale
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Quella causata dall’Aids in Africa è una epidemia dimenticata che, ogni anno, uccide 380 mila persone solo nell’Africa Sud-orientale. Il virus, solo in quell’area, viene contratto da oltre 2mila persone al giorno. L’Hiv, agente responsabile dell’Aids, è ancora il presente per quasi 20 milioni di africani che vivono nella parte sudorientale del continente, con 800mila nuovi casi di contagio solo nel 2017.

Di fronte a questa emergenza, «in oltre 30 anni tanto è stato fatto, ma non è abbastanza. Considerare l’Aids il passato significa abbassare la guardia nella lotta all’Hiv e vanificare i segnali incoraggianti degli ultimi anni. Occorre garantire a tutti diritto alla cura: in Africa così come avviene nel Nord del mondo», afferma la Comunità di Sant’Egidio, in occasione della Giornata Mondiale contro l’Aids, che si celebra il 1° dicembre. Dal 2002 Sant’Egidio è attiva con il programma Dream in 11 Paesi africani ,offrendo gratuitamente la terapia antiretrovirale a 500mila pazienti.

Una nota inviata all’Agenzia Fides riferisce che, il Progetto Dream nato per contrastare l’Aids in Africa, ha fatto sì che 100mila bambini di madri sieropositive nascessero senza contrarre il virus dell’Hiv. Il progetto si dipana con 47 centri clinici e 25 laboratori di biologia molecolare in Mozambico, Malawi, Tanzania, Kenya, Repubblica di Guinea, Swaziland, Camerun, Repubblica Democratica del Congo, Repubblica Centrafricana, Angola e Nigeria. In questi anni, milioni di persone hanno usufruito gratuitamente del programma, che ha offerto formazione a migliaia di professionisti africani e continua a lavorare sull’educazione alla salute, il sostegno nutrizionale, la diagnostica avanzata, il contrasto della malaria, della tubercolosi, delle malattie croniche, la prevenzione e il trattamento dei tumori e soprattutto della malnutrizione.

«Il programma Dream – rileva la Comunità – è la dimostrazione che sconfiggere l’Aids è possibile, e che abbiamo gli strumenti per mettere la parola fine su un problema globale che dura da troppo tempo, ma è necessario l’impegno di tutti e non ci si può fermare adesso, dopo 30 anni di impegno, rischiando di vanificare i successi ottenuti fino ad ora».

In particolare i minori sono «l’emergenza nell’emergenza»: nel mondo 438 bambini al giorno contraggono il virus, la maggior parte di loro vive in Africa, dove l’Aids è la principale causa di morte tra gli adolescenti.

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